Per aver espresso dubbi sulla scelta del nuovo assessore ai beni culturali e all’identità siciliana siamo stati tacciati!
Prima di parlare, avremmo dovuto giudicare il nuovo Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà dai fatti.

Ebbene -afferma in una nota l’On. Franco De Domenico, deputato regionale del partito democratico– se il suo biglietto da visita alla città di Messina è la mancata riapertura del MU.ME (Museo Interdisciplinare Regionale di Messina), allora i dubbi sulla persona e sul partito che la esprime trovano ampia conferma.

Ci appare, infatti, inaccettabile, che a fronte della tanto strombazzata (da parte del Governo Regionale) riapertura, da sabato 30 maggio, dei Musei regionali, il MU.ME sia tra i pochi siti a lasciare i cancelli sbarrati al pubblico.

Tutto ciò avviene senza alcuna spiegazione da parte del Presidente Musumeci e del suo assessore Samonà che tacciono pure su quella che potrà essere l’eventuale data di riapertura al pubblico.

Il danno è tanto più grave dopo aver appreso che l’apertura dei siti culturali ha riscontrato un significativo flusso di ingressi dei quali il Museo messinese non ha potuto beneficiare.

Dalle informazioni da noi acquisite è emerso che la mancata apertura dipende dalla oggettiva impossibilità di adeguare il museo messinese alle 60 prescrizioni emanate dal dipartimento regionale (a fronte di solo 12 prescrizioni del Ministero dei beni culturali per i musei del resto del Paese) e dalla circostanza che, a fronte di precise richieste allo stesso dipartimento, ad oggi il museo non è stato dotato di alcuna fornitura di beni e di servizi propedeutici all’apertura.

Non mi è rimasto a questo punto –conclude l’On. Franco De Domenico– che presentare una interrogazione urgente all’assessore Samonà per conoscere le ragioni di questa ennesima evidente sperequazione a danno della città di Messina, nonché per sapere se l’Assessorato ai Beni Culturali abbia garantito al Mu.Me la disponibilità di risorse economiche sufficienti ad adempiere efficacemente a tutte le prescrizioni sanitarie e di sicurezza dallo stesso emanate.

Ci piacerebbe sapere -infine- se negli altri Musei della Sicilia, tempestivamente aperti al pubblico, siano state poste in essere tutte le prescrizioni emanate dal dipartimento e se gli stessi siano stati dotati dei beni e dei servizi necessari ad adempiere alle suddette prescrizioni, ovvero se hanno aperto al pubblico senza rispettare i protocolli di sicurezza.