I doni più grandi fatti all’umanità sono l’amore e l’intelligenza; sprecarli è un oltraggio

Il romanzo d’esordio di Katia Manfredi. Autrice esordiente palermitana. Quasi una sceneggiatura per una serie TV, uno spaccato del mondo lavorativo del settore industriale, troppo spesso spinto al profitto e discriminante.

Sinossi:
Gabriella, giovane e brillante ingegnere, lavora presso il dipartimento di ricerca di una multinazionale petrolifera. Caruso è il suo capo, un uomo aggressivo e autoritario, molto potente. È lui che decide quando e dove Gabriella deve recarsi per risolvere le questioni tecniche più disparate.

L’ambiente di lavoro è maschilista e spregiudicatamente rivolto al profitto; Gabriella è costretta a interagire in contesti operativi e decisionali che la mettono a dura prova.
Come primo importante incarico, viene mandata a Pointe Noire, in Congo, per risolvere alcune criticità operative che rischiano di bloccare l’attività di un impianto.
Forse per la giovane età o per il fatto di essere donna, nonostante individui e denunci seri malfunzionamenti viene sistematicamente ignorata, sia dalla dirigenza italiana sia dai tecnici africani.

Fino a quando accade l’irreparabile: divampa un incendio e qualcuno rimane gravemente ferito.
Gabriella sarà chiamata a rispondere del suo operato, alla ricerca di un capro espiatorio per salvare il buon nome dell’azienda.

Molte lettrici si riconosceranno in episodi simili a quelli narrati nel romanzo. E’ un po’ la storia di ogni donna nel tentativo di affermarsi in un mondo pieno di pregiudizi e di regole già fatte.
È anche un modo per viaggiare in ambienti impopolari e rivivere una quotidianità che è comunemente lontana dai riflettori. (La TV preferisce dottoresse e poliziotte …)

Il romanzo affronta anche aspetti legati al delicato equilibrio tra il profitto delle aziende e il rischio sul lavoro ed è per questo che pur non essendo un romanzo autobiografico o compromettente per l’autrice, è stato utilizzato per cautela lo pseudonimo di “Katia Manfredi”.