Mostra evento al Teatro Vittorio Emanuele. Per la chiusura del 2019 ed il passaggio al 2020 il progetto “L’Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta ha messo a segno – passateci il gioco di parole – un coup de théâtre: la mostra “Scrittura frontaledi Vincenzo Celi.

Si è concretizzato il desiderio di molti di vedere un’antologica delle opere dell’Artista ed il sogno è stato presentato nella migliore delle maniere: con il ripristino e l’allestimento dell’intera area del foyer.

Un colpo d’occhio, una grande gioia che concretizza il lavoro faticoso, costante che ha coinvolto forze amministrative, artistiche e maestranze del Teatro per arrivare al risultato – splendido – che potrà essere ammirato sino 28 gennaio 2020.

Particolare anche la presentazione della mostra introdotta da Simona Celi. Con parole di figlia e genialità di attrice ha disegnato  l’esistenza di quello che per molti più sembrare sinonimo di mistero: l’altro.

Altro “è ciò che non può essere incasellato in una definizione”. Altro è il linguaggio in prospettiva del pittore che “progetta, perché la pittura conserva nel suo gesto il tempo futuro. Un gesto che cammina sempre, un giorno contamina, un giorno si fa detestare, ma non si ferma mai” ha raccontato Simona Celi, annodando ricordi familiari e riflessioni artistiche. “Mio padre parla così, attraverso le sue linee i suoi colori, non è mai muto, la sua voce è sulle tele”.  Una visione familiare di ricchezza culturale che è anche libertà, che è anche essere altro e altrove. “Sarai futuro perché la tua arte avrà condizionato il tempo.  Mio padre è futuro” ha così concluso Simona Celi, offrendo una preziosa chiave di lettura delle opere esposte e un percorso per entrare in sintonia con l’altro, il futuro.

Pugliatti – Celi

Tu vedi, caro Enzo. Ed il tuo vedere è buono come il pane“ scrive lo storico e critico d’arte Tommaso Trini. In questa corrispondenza, letta nel corso dell’inaugurazione da Giancarlo Zanetti, viene richiamata la genesi di “scrittura frontale” che affonda le radici nella visionarietà simbolica e narrativa di Celi, commentata dal prezioso contributo critico della prof. Teresa Pugliatti. Infine, il presidente del CdA, Orazio Miloro, giustamente soddisfatto dell’allestimento, ha sottolineato gli sforzi del Teatro per offrire un’offerta culturale sempre più completa.

Zanetti-Celi-Miloro-Celi

La mostra “Scrittura frontale” di Vincenzo Celi permette di avere approcci diversi; lo spazio è stato diviso in modo da offrire un nucleo centrale di opere di più recente produzione, affiancate ad altri momenti di ricerca; si prosegue con un percorso di opere di grafica e di altre legate a particolari tecniche espressive; infine un’area è dedicata alla documentazione complessiva dell’esperienza artistica e culturale dell’Artista, attraverso video, slide, materiale fotografico.

In molti hanno affermato che è una delle mostre più belle tra quelle organizzate al “Vittorio Emanuele” dal direttore artistico Giuseppe La Motta, sicuramente è tra le più complete e l’utilizzo di spazi, finalmente restaurati del nostro Teatro, fa sperare in altri momenti così positivi.

In conclusione, è una mostra da non perdere. È il regalo che Enzo Celi fa alla Città, un regalo destinato a chi vuole sentirsi partecipe in una dimensione di bellezza e futuro.

 

La mostra potrà essere visitata dal 21 dicembre 2019 al 28 gennaio 2020 nelle fasce orarie 10-13 / 16-19 escluso il lunedì.