A distanza di tre anni dalla sua ultima apparizione al Teatro Antico di Taormina, l’artista britannico torna sul palco della perla dello Ionio riproponendo i brani più famosi del suo ricco repertorio. In scaletta anche due novità tratti dall’album in uscita il 19 novembre.

Lo scenario mozzafiato dell’Etna che dorme sulla baia di Giardini Naxos, l’affascinante monumentalità dell’Antico Teatro Greco, il calore travolgente di un pubblico venuto da tutto il mondo per un appuntamento unico: a spezzare la quiete di una qualunque serata settembrina siciliana, le note dei classici senza tempo di uno dei più grandi artisti del panorama internazionale.

Sting ha deciso di inaugurare il suo tour proprio a Taormina, la venue perfetta per raccogliere l’abbraccio dei fan storici, ma anche di chi si è appena affacciato alla finestra del suo straordinario repertorio. Perché Sting è un artista trasversale che mette d’accordo più generazioni.

 

 

Ad accompagnarlo, ci sono musicisti del calibro di Dominic e Rufus Miller alle chitarre, Gene Noble e Melissa Music (backing vocals), Frédéric Renaudin alle tastiere, Zach Jones alla batteria, e Joe Sumner backing vocals e protagonista in apertura di concerto.

La scaletta prevede molti brani dei Police, ed è proprio Message in a bottle ad infiammare subito il pubblico. Si prosegue con Englishman in New York e If you love somebody set them free, storici cavalli di battaglia della carriera solista dell’artista. Poi Sting si ferma, presenta la sua band e lo fa in italiano: notorio il suo rapporto d’amore con il Belpaese.

È il momento di presentare gli inediti, If it’s love e Rushing water, due delle novità tratte dal nuovo album, The Bridge, disponibile a partire dal 19 novembre.

Si ritorna poi ai tempi d’oro dei Police, con Don’t stand so close to me: i fan sono in visibilio. Le ballate Fields of gold e Shape of my heart, entrambe dall’album Ten Summoner’s Tales del 1993, acquietano per qualche minuto l’atmosfera, lasciando poi il posto a Wrapped around your finger, Walking on the moon, combinata con Get up stand up di Bob Marley, e So lonely. Ancora Police, dunque. Si chiude la prima parte della performance con la sensualissima Desert Rose ed Every Breath You Take, pietra miliare del soft rock anni Ottanta.

 

 

Sting congeda il suo pubblico affidandosi a King of pain, Next to you e all’immancabile Roxanne.

Le luci si spengono sulle note di Fragile, la giusta chiusura per una serata emozionante che sa di ripartenza, di rinascita.