“Alibi non ne esistono, poiché nessuno ha imposto ad altri la propria volontà”.
Lo afferma il segretario cittadino del Pdr-Sicilia Futura Salvo Versaci che ha ricordato come: “All’interno del nostro Movimento, nel mese di novembre, c’è stato un dibattito avente ad oggetto la situazione della Città di Messina e le opportune azioni politiche da porre in essere, affrontando e sviscerato anche l’argomento della sfiducia in tutte le sue parti ed i consiglieri comunali del gruppo Pdr Sicilia Futura (ivi compreso il consigliere Abbate) hanno sottoscritto un documento con il quale, ricordo a me stesso, si chiedeva agli altri componenti e sigle partitiche di condividere appunto la mozione di sfiducia nei confronti dell’amministrazione Accorinti.

Mi meraviglio quindi – ha concluso Versaci – che il consigliere Abbate, a distanza di quattro mesi, possa affermare di essere stato limitato nella propria libertà di pensiero mentre certamente è stato, egli stesso, ad attentare alla propria coerenza politica e di questo risponderà non a noi ma a chi lo ha votato ed eletto. Certamente resta il dato che il gruppo politico che lo ha sostenuto, ovvero la famiglia Morano – ha concluso il segretario cittadino del Pdr Sicilia Futura – resta saldamente vicino al nostro partito, sia a livello cittadino che regionale, e di questo siamo estremamente orgogliosi.

Infine parole di biasimo per quanto registrato ieri in aula consiliare anche dal capogruppo all’Ars di Sicilia Futura, on Beppe Picciolo: “Da cittadino, oltre che da politico, avrei potuto accettare qualsiasi tipo di motivazione contraria alla mozione di sfiducia che non fosse stata una pura mistificazione della realtà dei fatti e della coerenza nelle scelte da sempre compiute dal nostro movimento Pdr-Sicilia Futura.
Poiché le parole sono “pietre” e per fortuna non potranno, almeno quelle, essere sovvertite da ricostruzioni dietrologiche, avremo anche questa volta la pazienza di attendere, assieme ai messinesi, il tempo per poter ricordare a tutti gli attuali soloni, che si affannano a cercare le più disparate giustificazioni, i fatti di questi giorni.
Ed i nostri concittadini sapranno opportunamente giudicare “vincitori e vinti”. Ai nostri amici detrattori rispondo pertanto con una frase di Dinquart “Vi è un tempo per tacere, come vi è un momento per parlare!” Forse da taluni interlocutori potrebbe, nel massimo rispetto per la invocata democraticità, essere utilizzata con maggiore attenzione!