Sabato mattina si è riunito il Comitato Cittadino di Articolo Uno di Messina per valutare l’attuale fase politica generale e locale e definire strategie ed interventi.
Al termine dei lavori è stato approvato il seguente dispositivo:

“La pandemia globale sta evidenziando le diseguaglianze sociali e colpendo con più veemenza le fasce fragili e vulnerabili e facendo emergere nuove povertà nella classe media (professionisti, commercianti, artigiani, partite Iva). La crisi socio-economica senza precedenti scaturita dall’emergenza sanitaria rischia di affossare definitivamente i sistemi territoriali deboli come quello messinese.

Dentro questo scenario serve uno scatto delle classi dirigenti locali, politiche e non solo, per cogliere le opportunità che arriveranno dal Governo centrale e dall’Unione Europea, anche attraverso il MES e Recovery Fund.

Non basta la polemica spicciola contro il Sindaco Cateno De Luca che, dopo l’escalation mediatica del lockdown, pare non avere più argomenti.

Serve invece impegnarsi a immaginare una strategia per lo sviluppo economico e sociale della città. Rispetto a questo ambito l’Amministrazione Comunale balbetta, mentre è su questo che dovrebbe misurarsi la capacità di governo del territorio.

Per questo serve un’alternativa nel metodo e nel merito.

Nel metodo, la nostra richiesta di ampliare gli spazi di confronto e di costruzione, che recentemente la vicesindaco Carlotta Previti ha derubricato a sterile propaganda, è invece un’idea diversa della politica e dell’amministrazione. Chi ha il compito di governare ha il dovere di coinvolgere le parti sociali, attraverso la concertazione, e l’intera la città, attraverso percorsi di partecipazione.

Nel merito, per uscire dal mantra che “a Messina non c’è niente”, occorre mettere insieme, in una visione strategica, le risorse naturali del territorio e le eccellenze che, in termini di competenze e capacità, i messinesi sono, in tanti settori, in grado di esprimere.

La situazione è complessa ma non possiamo rassegnarci ad un destino inesorabile lasciandoci convincere che la politica sia mera gestione dei servizi essenziali e degli equilibri di bilancio. La città va ripensata all’interno del Mezzogiorno, dentro l’Area Metropolitana dello Stretto, in una prospettiva euromediterranea. Non può essere il ponte l’unico elemento di un dibattito che altrimenti rimarrà asfittico e non attraverserà la portata storica di questo periodo. Si mettano al centro il mare, con le sue svariate potenzialità, le infrastrutture materiali e immateriali, un grande piano di salvaguardia ambientale contro il dissesto idrogeologico e la rigenerazione urbana e sociale, le eccellenze nel campo della sanità, della ricerca e dell’Università, le potenzialità della cultura e di spazi negati, a partire dalla Zona Falcata.
Siamo convinti che la priorità assoluta sia il lavoro.

Ma questo non può essere semplicemente uno slogan, deve essere l’esito di un progetto strategico, frutto di un percorso ampio e condiviso.

Dentro questo scenario Articolo Uno può e deve svolgere, insieme a tutta la sinistra messinese, la propria funzione stando, meglio e di più, accanto alle persone, strutturandosi sul territorio e promuovendo una serie di iniziative che pongano l’accento sui diritti negati di tante e tanti, specie delle periferie, per contribuire in maniera peculiare alla costruzione di un campo largo con PD e M5S, insieme alle esperienze civiche e progressiste.”