Oggi alle 13 era convocato , in prosecuzione, il Consiglio Comunale ma abbiamo assistito ad un film già visto ieri.

Ieri infatti il Consiglio, con un’ora di ritardo, aveva discusso la presa d’atto delle dimissioni del consigliere comunale Paolo David (formulate a dicembre !) per rendere definitiva la sua sostituzione con l’avvocato Gaetano Gennaro ma al momento della votazione è venuto meno improvvisamente il numero legale.
Oggi stesso scenario.
Si è fatto un passo avanti con il voto sulla questione David/Gennaro e subito si è incardinata la questione della “ineleggibilità” di Donatella Sindoni stabilita da sentenza peraltro appellata.

La Sindoni correttamente è uscita dall’Aula e si è dato il via alle discussioni più varie e dotte con un nervosismo sempre più palpabile e diverse sospensioni dei lavori.

Finalmente si è giunti al voto per appello nominale (15 a favore della dichiarazione di ineleggibilità) … ma sorpresa: ancora una volta è venuto a mancare il numero legale !

Sulla posizione della Sindoni, alla fine sarà il Magistrato a decidere, per cui non vale la pena spendere alcuna parola.
Ma sullo stallo (voluto ?) del Consiglio Comunale non possiamo tacere.

Se non si risolve il problema con la sostituzione (se pur provvisoria allo stato attuale) della Sindoni è chiaro che questo Consiglio comunale non è legittimato ad assumere decisioni e qual’ora fossero prese decisioni sarebbero tutte soggette a ricorso.

Oggi si sarebbe dovuto affrontare il nodo della controversa questione della costituzione della nuova società per la gestione dei rifiuti: questione importante, urgente ma non determinante.

La prossima settimana però andrà in aula la “mozione di sfiducia” contro il Sindaco Accorinti: che si vogliano preparare i presupposti per ricorrere sulla legittimità della decisione qualsiasi essa sia?

Siamo di fronte un Consiglio Comunale che ogni giorno si delegittima da solo e non per “gettonopoli” ma prima per la “transumanza” che ne ha capovolto la geografia politica, tradendo le aspettative dell’elettorato, ed ora per un comportamento che supera il “teatro dell’assurdo”.