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Dal blog di Beppe Grillo:
“Oggi, per ora, non hanno ancora indagato o arrestato nessun esponente del Pd. Ma a Catania è scoppiato il caso dei due consiglieri comunali della maggioranza legati con persone riconducibili ad ambienti mafiosi. Il sindaco piddino di Catania Enzo Bianco è stato convocato davanti alla commissione nazionale antimafia, ma lui dice di non saperne nulla. Lui è ignaro. Bianco non è certo un novellino, è in politica da decadi. E’ stato alla Camera, è stato in Senato, è stato ministro, è stato più volte sindaco di Catania. E’ stato anche coinvolto nello scandalo dei finanziamenti pubblici dell’ex partito la Margherita da Luigi Lusi, tesoriere della Margherita. Do you remember Lusi? Da Wikipedia: ‘Lusi sostenne di aver versato a Enzo Bianco una somma mensile di 3.000 euro, poi passata a 5.500 euro, in qualità di presidente della defunta assemblea della Margherita. Sebbene l’operazione fosse formalmente legale, Bianco inizialmente negò tutto tentando di non essere coinvolto nello scandalo. Successivamente ammise di aver ricevuto quel denaro giustificandosi dicendo che lo aveva usato per fare politica’. E per cosa sennò?
Con questo popo di curriculum non è stato in grado di accorgersi dei suoi consiglieri che hanno legami con persone legate alla mafia. Capita. Bianco ha fatto il suo tempo: è bollito, il consiglio comunale è a serio rischio di infiltrazioni mafiose e i catanesi hanno bisogno di un’amministrazione attenta, reattiva e senza macchie. #BiancoDimettiti e nuove elezioni per Catania!
I fatti: E’ emerso che 3 consiglieri, di cui 2 di maggioranza, la consigliera comunale Erika Marco (della lista “Il Megafono-Crocetta”) ed il Presidente di Circoscrizione Lorenzo Leone (della “Coalizione centrosinistra – Lista articolo 4”) hanno legami con persone legate alla mafia. La richiesta è stata avanzata nella stessa commissione antimafia.
Per Erika Marco, facendo riferimento alla relazione della Commissione regionale antimafia vi sono legami tra la stessa consigliera e Rosario Pantellario, fratello di Giovanni, condannato per il 416-bis e oggi collaboratore di giustizia. Inoltre il padre, che è condannato per gravi reati , avrebbe vinto un appalto al Comune ma la prefettura ha annullato il nulla-osta antimafia (dopo richiesta di chiarimento della Commissione).
Lorenzo Leone, presidente della VI Circoscrizione di Catania è invece fratello di Gaetano, che ha a suo carico numerosissimi precedenti penali, tra cui anche estorsione, 416bis per associazione mafiosa con il Clan Santapaola. Il clan Santapaola tra l’altro opera in zone rientranti nella VI Circoscrizione, quella di Lorenzo Leone”.
Due personalità del Pd rispondono a Beppe Grillo:
Il senatore Franco Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione Antimafia:

“Capisco la necessità di Grillo di nascondere i suoi problemi a Quarto, ma ciò che in seduta pubblica in Antimafia è stato detto ieri dal sindaco Bianco non ha nulla a che vedere con la faziosa ricostruzione del M5s. Enzo Bianco è stato audito su sua richiesta per chiarire la propria versione su una specifica vicenda risalente al periodo precedente alla sua elezione a sindaco, che ha chiarito”.
Il parlamentare nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Berretta:
“Il quadro che emerge dalla relazione della Commissione regionale Antimafia è inquietante e sconfortante, soprattutto perché la sensazione è che ci sia un salto di qualità: che la criminalità organizzata non si rivolga più alla politica ma si faccia essa stessa politica, attraverso propri rappresentanti. Nel rispetto del ruolo che istituzionalmente le compete, la Commissione ha fatto il proprio dovere e siamo certi che Commissione nazionale Antimafia e magistratura faranno altrettanto. Ma la politica, i partiti e in particolare il PD, non possono e non devono ignorare o sottovalutare la grossa responsabilità che hanno, a partire dalla scelta dei candidati. Anzi, sono chiamati ad una reazione improntata alla massima chiarezza, senza prudenze opportunistiche e pretendendo da tutti i propri esponenti comportamenti adamantini e coraggio nel contrasto ai tentativi di infiltrazione e condizionamento della mafia. Responsabilità politica ed etica pubblica prescindono dai fatti di reato, come più e più volte giustamente sottolineato dalla Commissione regionale Antimafia. L’Amministrazione comunale e il PD di Catania devono quindi esprimere parole e compiere atti netti e chiari, approfittando di questa vicenda per rilanciare un serio dibattito cittadino sullo sviluppo, sul lavoro e sulla crescita nella legalità del nostro territorio e della nostra Regione. Lo dobbiamo alla nostra storia politica, al rispetto di quanti, da Pio La Torre a Piersanti Mattarella, hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia e per una Sicilia libera dal giogo malavitoso.
Per questo, credo che l’immediata convocazione di un Consiglio comunale straordinario, di una Direzione provinciale del Partito Democratico e di Assemblee dei Circoli di quartiere del PD sia indifferibile. Uno dei migliori antidoti che la politica può mettere in campo per prevenire fenomeni opachi di prostrazione a interessi particolari è la costruzione di processi di partecipazione larga, per favorire proposte condivise e democratiche. Non sarebbe il caso di discutere anche di questo, in Consiglio comunale e nel PD?
È il momento infine di una forte reazione da parte della città tutta: i cittadini onesti, le organizzazioni imprenditoriali, i sindacati, le associazioni devono sentirsi chiamati in causa, perché solo da una reazione popolare seria, non demagogica, che passi dalla presa di coscienza delle difficoltà odierne alla progettazione di un futuro diverso, può arrivare la risposta alle domande che oggi ci poniamo”.