I lavoratori di Messinambiente, come previsto, questa mattina hanno invaso l’aula del Consiglio comunale dove si stava tenendo, su altro tema, la riunione della V^ Commissione (Ambiente).

Il rischio sempre più concreto del fallimento della partecipata (da 4 anni in liquidazione !), un clima di tensione e incertezza totale, di risposte evasive hanno fatto portato i lavoratori a Palazzo Zanca, insieme ai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.

Va dato atto alla Presidente La Paglia della correttezza e sensibilità con la quale ha condotto i lavori e del senso di responsabilità dei lavoratori.

In attesa della “Messinaservizi Bene Comune” i sindacati chiedono chiarezza ma velocità: “Prendete tutto il tempo che vi serve per esaminare le carte ma non c’è più tempo da perdere perché la situazione è gravissima” ha sottolineato Clara Crocè, non dopo aver apprezzato con sarcasmo la “nuova posizione” del Consigliere Trischitta tutto proteso verso i lavoratori.
Concreta Daniela Faranda nel riproporre perplessità e quesiti (ad oggi senza risposta chiara) circa il futuro della nuova società.

Il nervosismo dei lavoratori e le preoccupazioni di Santalco

Lungo e forse eccessivo per l’occasione l’intervento di Ialacqua: ” Quest’amministrazione ha fatto tutto alla luce del sole, abbiamo parlato decine di volte con sindacati e consiglieri. Questa è la sede giusta per parlare di Messinambiente e del futuro del settore. Non voglio partecipare al gioco al massacro, ho la schiena dritta, non mi piego e nessuno mi tira dalla giacchetta. Il problema è di chi, in 15 anni, ha creato 60 milioni di debito. La procedura di fallimento nasce per debiti maturati dal 2007 al 2012.”

Le responsabilità sono, al solito, di quelli che c’erano prima e della Regione che muta idea due volte al giorno.
Per la verità Ialacqua non ha torto e dice il vero, ma tace sulla incapacità dell’attuale Amministrazione di porre fine alla gestione “in liquidazione”, degli innamoramenti per Ciacci prima e per l’AMAM dopo, del tempo perso e del rifiuto “ideologico” a cercare soluzioni diverse dal “portare a discarica” i rifiuti

La Barrile difende il Consiglio e “bacchetta” Ialacqua.
Alla fine il presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile: “Fare pressioni non cambia le condizioni, l’importante è arrivare alla soluzione. Il problema dei rifiuti è di tutti. Abbiamo bisogno dei dirigenti per discutere l’atto e già domani si riuniranno i capigruppo con l’amministrazione e i sindacati per programmare i lavori“.
Ovviamente forte la contestazione per i ritardi e tentennamenti dell’Amministrazione, responsabilità che non possono essere scaricate sul Consiglio Comunale a meno che non si voglia fare demagogia e propaganda elettorale.