Da “Cambiamo Messina dal Basso” riceviamo:

Quando la consigliera comunale di Cambiamo Messina dal Basso Ivana Risitano ha sollevato il problema degli sponsor etici, intendeva proprio questo.

Ivana Risitano

Ivana Risitano

L’arroganza e la volontà di controllo sulla città del più grande gruppo di potere messinese sono venute allo scoperto. Si mette sotto ricatto un’intera comunità minacciando di ritirare il finanziamento per la Vara, la tradizione più importante e più sentita dai messinesi, e facendo leva sul comune fervore religioso, a condizione di una totale e supina sottomissione politica. È stato chiesto al signor Franza, da parte della nostra rappresentante in Consiglio, di rispettare il pagamento degli Ecopass e l’ordinanza anti-Tir, di abbassare inoltre le erosissime tariffe per i residenti, e di attenersi al rispetto delle regolari procedure di legge, nel caso in cui si intendano sponsorizzare le iniziative culturali del Comune quali il concerto al Gran Camposanto.
In merito proprio al rispetto del regolamento comunale sugli sponsor, Ivana Risitano ha presentato da settimane un’interrogazione all’assessora alla cultura Daniela Ursino, che non ha mai avuto risposta.
La Vara è una festa popolare, che appartiene a tutti i messinesi, non è l’iniziativa culturale che si concerta in un gruppo di amici, e farla diventare uno strumento di pressione e di coercizione politica è un atto assolutamente ignobile e antidemocratico. Già in passato il signor Franza aveva minacciato licenziamenti del personale, in occasione dell’emanazione dell’ordinanza anti-Tir, ricorrendo a un vero e proprio ricatto occupazionale. Oggi purtroppo il copione sembra ripetersi.

Accorinti-FranzaUna cosa è certa: se il signor Franza ha sinceramente a cuore la festa della nostra patrona, agirà di conseguenza e non anteporrà il desiderio di vendetta all’interesse della città.
Se invece prevarranno la ripicca e un incommentabile tentativo di strumentalizzazione, noi saremo felici di appartenere a quella fetta di popolazione che ritiene che alla cultura del ricatto si risponde con la dignità delle donne e degli uomini liberi.

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In riscontro alla lettera ricevuta in data 26 luglio 2016 da parte dell’ing. Franza, il Sindaco Renato Accorinti ha dichiarato:

Ho sempre ritenuto utili le forme di sostegno ad iniziative culturali, sportive e in ogni caso con rilevante impatto sociale da parte di tutti gli imprenditori e di ogni singolo cittadino indipendentemente dalla propria estrazione culturale ed economica che possono contribuire a rendere un positivo servizio alla nostra comunità. Ho recentemente ribadito questi concetti anche in occasione della presentazione del bilancio sociale della società Caronte&Tourist.

Proprio per questo sono davvero sorpreso dei toni e del contenuto della lettera che l’ ing. Vincenzo Franza mi ha inviato. La pretesa di avere chiarimenti e di prendere le distanze rispetto a talune dichiarazioni di “una consigliera comunale del Gruppo di Cambiamo Messina dal basso”, sono pressioni inopportune ed inaccettabili. Non esiste il pensiero unico e rientra nella libertà di ciascuno esprimere le proprie opinioni, dissentire e proporre percorsi differenti. Pensare di revocare i contributi economici per le manifestazioni del Ferragosto messinese e della Vara concessi annualmente dal gruppo Franza, è un indebito tentativo di condizionamento, davvero sgradevole nei confronti del Sindaco della Città, che ovviamente non si fa intimidire.

Il percorso tracciato dall’amministrazione sino a questo momento non può essere barattato con nessun maldestro tentativo lesivo nei confronti della dignità di un Sindaco e dell’intera comunità messinese.

Mi sorprende ancor di più che si possa immaginare di poter avere riscontro ad una tale inopinata richiesta.

Chi vorrà sostenere economicamente una manifestazione particolarmente sentita dai messinesi è libero di farlo, con un euro o con un milione di euro secondo le proprie possibilità. L’importante è farlo perché si sente per dare il proprio contributo alla città. Il Sindaco auspica che il gruppo Franza, insieme a tanti semplici cittadini e/o imprenditori, sostengano le iniziative particolarmente care alla nostra comunità. Rinunciare a farlo è una scelta altrettanto libera”.