C’è anche quando Facebook utile!

Casualmente ci siamo imbattuti in un post di Giambattista Arrigo, esperto ed appassionate commerciante, che ha voluto dare il via ad una riflessione estremamente necessaria, in particolare per città come Messina che da sempre ha basato la parte prevalente della propria economia sul commercio e sul pubblico impiego.

Trascriviamo di seguito il testo, che in buona parte condividiamo, perché ci si possa confrontare in molti.

Abbiamo visto che subito ha suscitato diverse reazione fra le quali quella del prof. Limosani (che riportiamo), ma vorremmo che sul tema si misurassero, oltre le organizzazioni di categoria, i legislatori di turno: da quelli eletti a quelli che hanno comprato o vinto il seggio parlamentare, perché tutti dall’esperienza di Arrigo abbiamo da imparare.

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“Il mio vuole essere uno spunto di riflessione sul commercio locale rivolto a chi intende la politica come strumento operativo teso al miglioramento della comunità.

Si dice che questa pandemia sia come un pettine che evidenzia i “nodi” di questo nostro tempo.
A proposito di commercio locale i nodi sono davvero tanti !

Canoni di locazione inadeguati rispetto all’attuare situazione economica, mancata tutela delle professionalità del settore, norme fiscali impossibili da rispettare, liberalizzazioni che hanno determinato l’insorgenza di un mercato selvaggio piuttosto che di un libero mercato, la soppressione di regole che tutelavano il settore ad esclusivo vantaggio delle grandi organizzazioni commerciali, ecc. ecc.
I rappresentanti della GDO hanno accolto con entusiasmo le liberalizzazioni sul commercio definendole ” libertà di mercato a vantaggio dei consumatori “. Ma io faccio mia una riflessione di Pertini che osservava che la libertà senza giustizia sociale (garantita dalle regole) equivale alla libertà di morire di fame. Ed è quello che da anni sta succedendo al commercio locale.
Se vogliamo fermare questo olocausto di piccole imprese e microimprese accelerato da questa pandemia, ma già in atto da tempo, occorre UNA SERIA RIFORMA DEL COMMERCIO tesa a risolvere le diseguaglianze nel settore, ricostituire in chiave moderna piani commerciali e autorizzazioni amministrative, imporre adeguata abilitazione professionale per lo svolgimento dell’attività attraverso apposito albo professionale ( una volta c’era il R.E.C. poi abolito ), mettere a punto nuovi contratti di lavoro adeguati ed uguali per tutti che impedisca la sottoccupazione o peggio lo sfruttamento, mettere a punto una seria disciplina dei prezzi che combatta la giungla degli sconti, promozioni, saldi, black friday selvaggi e con regole per i piccoli, senza regole, di fatto, per i grandi dell’on line e GDO, adeguare e modernizzare le aree commerciali già esistenti con ampie aree pedonali a sostegno del commercio locale ( oltre a migliorare la qualità di vita dei centri cittadini ), modernizzare il commercio locale attraverso lo strumento dei consorzi d’impresa per permettere alle microimprese di essere competitive sul mercato, ecc. ecc.
Camera di commercio, organizzazioni sindacali, assessorati al commercio e attività produttive si facciano carico di organizzare incontri, corsi, forum rivolti ai microimprenditori per dotarli di quelle competenze necessarie per affrontare l’attuale mercato.
I finanziamenti vanno orientati proprio su evoluzione e modernizzazione di aree commerciali già esistenti, consorzi di impresa, impegnare autorevoli relatori capaci di dare una svolta in chiave costruttiva e moderna alle microimprese.
Quello che in questo periodo si sta dicendo e facendo è spesso una perdita di tempo, di risorse e soprattutto una condanna a morte per le piccole imprese.
Personalmente sono disposto a metterci la faccia per qualsiasi confronto, analisi e studio sull’argomento. Ma sentire ancora parlare di evasione fiscale, di liquidità fine a se stessa e balle dicendo mi ha davvero stancato.
Grazie per l’attenzione.”

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Michele Limosani:
Ho ascoltato ‘il grido di dolore del dr. Arrigo‘ sullo stato di crisi del commercio nella nostra città. MI CHIEDO????
Che cosa aspettano le organizzazioni di settore ad affrontate insieme ed in modo sistematico – con proposte concrete e sostenibili–la questione del commercio in città?
Invito Ivo Blandina, Presidente della camera di commercio, a farsi promotore e coordinatore di tale iniziativa.

Il Dipartimento di Economia della nostra università si renderà presente, se coinvolto.
Non è più il tempo dell’attesa…