Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 12 di oggi (mercoledì 25 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

In totale sono 994 i casi positivi registrati dall’inizio, ma attualmente ne risultano 936 perché 33 sono già guariti e 25 deceduti.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 47; Caltanissetta, 43; Catania, 288; Enna, 83; Messina, 168; Palermo, 186; Ragusa, 21 Siracusa, 52; Trapani, 48.

ORE 19,10

Una donna di 86 anni è deceduta nel pomeriggio presso il Policlinico “G. Martino” di Messina. La paziente, affetta da altre patologie, era risultata positiva al Covid-19.
L’Azienda ha provveduto ad avvertire i familiari ed esprimere loro il proprio cordoglio.

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Di fronte alle difficoltà e ai ritardi di organizzazione dell’emergenza del sistema sanitario locale, va precisato che tutte le competenze e le responsabilità sono in capo al Presidente della Regione in quanto “soggetto attuatore” nello stato di crisi” quindi è Musumeci, e la catena di comando regionale, che devono affrontare tutte le questioni.

Oggi l’on Claudio Fava insieme agli altri capigruppo di opposizione ha incontrato proprio Musumeci.
Di seguito nota di aggiornamento su questo incontro

I presidenti dei gruppi parlamentari dell’opposizione (Nicola D’Agostino, Claudio Fava Giuseppe Lupo e Giorgio Pasqua) hanno incontrato in videoconferenza questo pomeriggio il presidente Musumeci per prospettargli un elenco di priorità e di interventi urgentiche a loro giudizio – in vista della riunione di Giunta prevista per domani – il governo della Regione Sicilia deve assumere tempestivamente sia sul terreno della prevenzione e la risposta sanitaria per contrastare l’epidemia di Covid19, sia sul piano delle misure di sostegno economico e sociale.
I gruppi dell’opposizione chiedono inoltre che martedì, alla ripresa dei lavori d’aula, venga a riferire il presidente Musumeci, assieme agli assessori Razza ed Armao, e che sia previsto un periodico confronto tra il Parlamento siciliano e la Giunta di governo, come ha peraltro garantito anche il Presidente del Consiglio alle Camere, riconoscendo la primaria funzione di indirizzo e di controllo che spetta, soprattutto nei momenti di emergenza, a tutte le assemblee parlamentari.
In dettaglio, gli onorevoli D’Agostino, Fava, Lupo e Pasqua hanno chiesto l’adozione urgente delle seguenti misure:

In ambito sanitario:
1. tamponi periodici per tutti gli operatori sanitari, compresi i medici di famiglia;
2. tamponi per tutte le figure professionali più esposte al rischio di contagio e per i siciliani rientrati nelle settimane scorse dal continente ed attualmente in quarantena;
3. potenziamento e utilizzo di tutti i laboratori di sanità pubblica delle Asp per le analisi sui tamponi effettuati;
4. garantire la disponibilità di tutti i dispositivi di prevenzione individuale per tutti gli operatori sanitari;
5. sanificazione delle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali pubbliche e private (compresi ambulatori dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e delle farmacie) nonché delle ambulanze pubbliche e private, degli uffici pubblici regionali, degli enti regionali, degli enti locali nonché delle abitazioni e delle autovetture dei contagiati;
6. tempi certi di attivazione dei posti letto in terapia preintensiva e intensiva
7. attivazione di strutture, fuori dal circuito ospedaliero, per i pazienti asintomatici in quarantena;

In ambito finanziario:
1. il ritiro dell’attuale legge finanziaria per approntare, con il contributo e la condivisione di tutti i gruppi politici, una nuova finanziaria legata alle necessità economiche e alle priorità sociali imposte da questa emergenza;
2. una variazione della legge di Bilancio, nello spirito di riconsiderare – anche attraverso un sollecito confronto con il governo centrale – le poste finanziarie e gli obiettivi;
3. attivare il reperimento di risorse finanziarie attingendo ai fondi extra regionali per 1,5 miliardi di euro;
4. la sospensione fino al 31 dicembre prossimo dei pagamenti in favore di Irfis, Ircac e Crias;
5. la sospensione fino al 31 dicembre prossimo di tutte le spettanze pretese dall’attività ordinaria e straordinaria di Riscossione Sicilia;
6. l’istituzione di un Fondo ad hoc destinati ai Comuni per sospendere o e/o abbattere, per l’anno in corso, le imposte locali dovute da tutti i soggetti contribuenti (commercianti, artigiani, agricoltori, pescatori, titolari di partite iva) le cui attività abbiano risentito per le misure imposte dall’emergenza Covid19. Il Fondo dovrebbe farsi carico anche delle condizioni di ulteriore disagio sociale ed economico dei cittadini meno abbienti;
7. definire un’intesa sindacale ed una piattaforma per sbloccare la Cassa integrazione in deroga;
8. la proroga dei termini per bandi, procedure amministrative e ricorsi amministrativi;
9. lo scorrimento delle graduatorie dei bandi già operativi per favorire immissione liquidità.

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Mezzi veloci nello Stretto, Filt Cgil e Uiltrasporti: “Servono i controlli sui passeggeri nei porti di Reggio e Villa

Ieri un uomo arrivato e controllato a Messina è stato trovato con 39.5° di temperatura e portato al Papardo. Per i due sindacati è urgente potenziare subito questi controlli, soprattutto se verrà confermato lo stop a Villa San Giovanni dei treni in arrivo da Roma. L’interruzione del traffico ferroviario verso la Sicilia, che il Ministero dei Trasporti sta valutando in queste ore, inevitabilmente farebbe riversare molti più passeggeri sui mezzi veloci.

Nella giornata di ieri 24 marzo 2020, con l’ultima corsa dei mezzi Blujet delle ore 20.50 proveniente da Villa san Giovanni, ad un passeggero sceso dal mezzo navale Tindari jet è stata rilevata, allo sbarco a Messina, una temperatura di circa 39°.
L’uomo è stato subito inviato all’ospedale Papardo per i controlli del caso. L’azienda Blu jet ha posto in essere quanto previsto dal Protocollo, provvedendo alla sostituzione del mezzo per la giornata odierna e predisponendo un’ulteriore opera di bonifica e sanificazione, dandone comunicazione a tutte le autorità interessate.
A riferire l’episodio Filt Cgil e Uiltrasporti di Messina che scrivono alle Prefetture di Messina e Reggio Calabria, alle Capitanerie di Porto e ai sindaci delle due sponde dello Stretto per evidenziare un’anomalia che rischia di mettere a rischio lavoratori e comunità.
I segretari Carmelo Garufi e Michele Barresi spiegano che quanto riguarda l’attraversamento dei pendolari per mezzo delle Unità Veloci della Società Blu jet risulta siano state adottate tutte le misure previste dai protocolli a cura dell’Azienda per il contenimento del contagio da COVID-19. E’ anche stata allestita, presso la banchina del porto di Messina, una struttura della Protezione Civile con personale sanitario incaricato del rilievo della temperatura a tutti i passeggeri in partenza e arrivo, con attivazione del relativo protocollo di invio presso il previsto nosocomio in caso di riscontro di persone con temperatura superiore ai 37,5°.
Evidenziano però che questa stessa procedura, con medesimo controllo sanitario preventivo della temperatura, è totalmente assente sul versante calabro, precisamente nei porti di Villa San Giovanni e Reggio Calabria, quotidianamente toccato dai mezzi Blu Jet.
«Non comprendiamo –dichiarano i due sindacalisti- le motivazioni per cui a tutti i passeggeri non vengano predisposti i controlli sanitari prima dell’imbarco anche nei porti di Villa San Giovanni e Reggio Calabria, limitandoli al momento dello sbarco a Messina, esponendo ad evitabili rischi di contagio sia i lavoratori che la restante clientela, che può comunque venire a contatto durante la traversata.
Filt Cgil e Uiltrasporti richiedono, con l’urgenza che la situazione impone, l’istituzione di presidi sanitari nei porti di Villa San Giovanni e Reggio Calabria, anche in prossimità dei mezzi veloci di Blu jet. Bisogna impedire a monte l’imbarco di passeggeri trovati con temperatura superiore ai 37,5°, per evitare di esporre a rischio contagio il personale marittimo e il conseguente temporaneo inutilizzo dei mezzi, con il rischio concreto di interruzione del servizio pubblico.

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Coronavirus: presidente Regione non può dare autorizzazioni su spostamenti

Le vigenti disposizioni non prevedono, né consentono, alcuna autorizzazione, da parte del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in merito agli spostamenti dall’estero, sul territorio nazionale e nello Stretto di Messina verso l’Isola. I requisiti, e le modalità, sono infatti stabiliti dal decreto del presidente del Consiglio del 22 marzo e dai decreti interministeriali della Salute e delle Infrastrutture del 18 e 24 marzo.
Lo precisa una nota della presidenza della Regione Siciliana.

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«Si tutelino gli operatori sanitari che assistono i malati». Cisl e Cisl Fp scrivono al prefetto: «Dall’Irccs, al Papardo, all’Asp e alle case di riposo e di cura: servono dispositivi di protezione»

«Intervenga con tutti i suoi strumenti per contenere la diffusione del contagio tra i tanti operatori che stanno assistendo i malati ma hanno il diritto di essere salvaguardati». Lo scrivono, una lettera inviata al Prefetto Maria Carmela Librizzi, il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi e la segretaria organizzativa della Cisl Fp Messina, Giovanna Bicchieri, prendendo spunto da quanto avvenuto all’Irccs Neurolesi “Bonino Pulejo”.
«Non si può immaginare che i sanitari che operano nei reparti di pazienti positivi al Co.Vid-19, nei vari Pronto Soccorsi, dell’Asp, dell’Irccs-Piemonte, del Papardo, del Policlinico Universitario, debbano andare a svolgere il proprio servizio senza strumenti di protezione, con la certezza quasi matematica di essere infettati. All’Asp non arrivano dispositivi di protezione da nessuna parte».
La Cisl FP Messina continua a ricevere telefonate di dolore e paura da parte dei lavoratori dell’IRCCS-Neurolesi-Piemonte che, negli ultimi giorni, sono stati coinvolti nella gravissima vicenda della Contaminazione da CoVid-19.
«Mentre la governance del Neurolesi – aggiunge Giovanna Bicchieri – ha messo a repentaglio seriamente la vita di centinaia di persone nell’hinterland messinese, l’Asp di Messina, in un momento talmente delicato, piuttosto che essere sostenuta per affrontare debitamente il difficile compito affidatole pure in carenza assenza di validi strumenti di protezione per tutto il personale, viene reiteratamente, deliberatamente e scientemente attaccata, forse al solo scopo di distogliere l’attenzione dai veri ed attuali responsabili dei focolai Piemonte/Irccs. Inoltre, ci chiediamo cosa c’entra l’Asp di Messina con la casa di riposo in cui ci sono stati rinvenuti degli ospiti positivi se, quando allertata, ha effettuato i tamponi ai sospetti?»
«Bisognava immediatamente attivare le procedure – hanno continuano Alibrandi e Bicchieri – mentre, da quanto ci viene riferito, nei reparti dove è stato individuato il paziente zero, molti lavoratori sono rimasti nelle proprie abitazioni in ferie forzate, o nella migliore delle ipotesi, lasciati liberi di autodenunciarsi presso l’Asp di competenza che, così, rischia oltretutto il collasso per mancanza di risorse umane e reagenti».
«Il rischio – hanno sottolineato i rappresentanti sindacali – è che numerose forze lavoro potrebbero persino sentirsi autorizzate ad abdicare al proprio ruolo, per tentare di sopravvivere al Contagio. Cosa che ci risulta sia già accaduta nei giorni scorsi all’Irccs Neurolesi dove i pochi lavoratori rimasti in servizio, “hanno tentano invano senza riuscirci” di rifiutarsi di accedere ai reparti CoVid-19, senza prima essere muniti di idonei Dpi, consapevoli che diversamente si sarebbero infettati, diventando a loro volta vettori del virus».
La Cisl e la Cisl Fp ritengono che il Centro Neurolesi debba essere temporaneamente chiuso e tutti gli operatori ed i loro familiari sottoposti ai tamponi.