Riceviamo da parte del PD e pubblichiamo  il seguente intervento in merito alla proposta di creazione di un nuovo comune. funzioni e  ruolo delle Circoscrizioni:

Palazzo ZancaSi ritiene opportuno intervenire in merito a quanto appreso ieri dalla Gazzetta del Sud  circa la proposta di numerosi cittadini residenti nei villaggi periferici della zona nord del Comune di Messina (Massa S.Giovanni, Massa Santa Lucia, Massa S. Giorgio, Castanea, Acqualadrone, Spartà, San Saba, Piano Torre, Rodia, Salice, Ortoliuzzo e Gesso) di istituire, tramite una complessa procedura, un nuovo Comune con un proprio Sindaco ed un proprio Consiglio.

La situazione non è da sottovalutare, non solo perché sintomatica di una politica sempre più distante dai cittadini, ma perché legata ad una inefficienza ormai cronica della “macchina amministrativa” del Comune e alla mancata attuazione del decentramento amministrativo nelle sei Circoscrizioni.

La scelta politica di affidare il governo del territorio, con poteri esecutivi, alle Circoscrizioni non è solo un doveroso adempimento amministrativo, adesso ancor più doveroso visto quanto prescritto dalla legge regionale n. 22/2008, ma un passaggio obbligato per il governo di una grande città. La stessa legge finanziaria nazionale, eliminando le circoscrizioni nelle piccole città, ritiene indispensabile mantenere in vita nelle grandi città le Municipalità perché svolgono un ruolo importantissimo ed efficace nella gestione dei piccoli problemi quotidiani, dalla manutenzione del verde a quella delle strade ecc..

Decentrare “quote di potere”, dare poteri esecutivi ad ogni Circoscrizione, dotarle di uffici tecnici, rende più snella ed efficace l’azione dell’Amministrazione.

Tuttavia, oggi, alle nostre Circoscrizioni sono attribuiti solo compiti squisitamente d’indirizzo mentre i compiti attuativi sono propri della dirigenza dell’apparato centrale Comunale; questo inevitabilmente determina uno svuotamento di funzioni e confusione di ruoli.

Fin da subito l’Assessore al decentramento ed il Sindaco avrebbero dovuto istituire quel comitato dei garanti previsto dal regolamento circoscrizionale (art. 22) per far entrare a “regime” il decentramento di funzioni. In tal senso i sei Presidenti hanno proposto, in vista di un  nuovo assetto amministrativo, un sistema virtuoso tra gli uffici comunali per cercare di dare più voce alle istanze del territorio ed alle priorità segnalate, troppe volte rimaste inevase.

A parte le “promesse da marinai” nulla di ciò è stato fatto: in tal senso la Giunta ha fallito, non è riuscita a dare un nuovo segnale di efficienza ed efficacia nella risoluzione delle piccole, ma importanti, istanze provenienti dal territorio la cui soluzione rende una città più vivibile e a misura d’uomo.

Questo deve far scaturire una seria riflessione sul ruolo che la politica vuole e deve assegnare nel futuro a questo organo di decentramento ma anche di partecipazione. Perché è indubbio che frapponendo ostacoli all’evoluzione, necessarie e inevitabile, delle Circoscrizioni nella maturazione di un loro ruolo sempre più politico sul territorio, si rinuncerebbe anche ad uno dei canali principali della partecipazione dei cittadini alla vita politica e democratica.

La concentrazione di troppi poteri nelle mani del sindaco determina lo svuotamento dei poteri degli enti decentrati ed anche del Consiglio Comunale e della Giunta. Questo deficit di democrazia che propone il nuovo centralismo del modello Buzzanca determina l’abbandono delle periferie, l’assenza di strumenti alle circoscrizioni che consentirebbe ad esse di rispondere alle istanze dei territori. Denunciamo la paralisi dell’azione amministrativa comunale che registriamo sia nell’assenza di programmazione di interventi ordinari sia nella pianificazione di una strategia per rilanciare lo sviluppo di Messina

Giuseppe Grioli (segretario Partito Democratico)

Armando Hyerace (vice segretario Partito Democratico)