Il rispetto del referendum del 2011, l’estromissione della multinazionale Veolia Environment dalla gestione dell’acqua in Sicilia e la possibilità, da parte dei messinesi, di poter fare uso dell’acquedotto dell’Alcantara al fine di sostenere il fabbisogno idrico della città per tutto il giorno: sono queste le richieste delle associazioni riunite in rappresentanza, per assicurare il rispetto delle misure antiCOVID19 che questa mattina, presso Piazza Unione Europea, hanno dato vita ad un sit-in di protesta.

Così si legge in un post su Facebook della pagina “Io sto con Messina”, promotrice dell’iniziativa: «L’Alcantara è un acquedotto costruito tra gli anni ‘50 e ‘60 del novecento, con i soldi della cassa del mezzogiorno, dalla città di Messina, per andare incontro al cresciuto fabbisogno d’acqua della cittadinanza.

Terminati i lavori, la Regione Siciliana tramite l’Ente Siciliano Acque, si appropria dell’acquedotto. Ne nasce un lungo contenzioso con il comune di Messina che non porterà a nulla, e un problema di fabbisogno idrico che perdura fino ai giorni nostri, in cui Messina non troverà mai una soluzione per offrire ai suoi cittadini un servizio idrico moderno. […] Oggi l’Alcantara fa parte della società mista Siciliacque, la cui proprietà è al 25% della Regione e al 75% di società private, in cui la parte del leone la fa Veolia Acqua.

Noi vogliamo che Veolia venga estromessa dalla suddetta società e che i cittadini di Messina possano utilizzare l’acqua dell’Alcantara per i propri bisogni.
Vogliamo che le “ragioni” della gestione dell’acqua siano la soddisfazione del fabbisogno idrico e il diritto ad un vivere civile, e non ci può essere un vivere civile senza acqua 24 ore al giorno».

L’iniziativa è stata promossa da “Io Sto con Messina”, “X Messina”, “Think Tank Messina” e “Cateno De Luca Non Mi Rappresenta”.