Al prossimo referendum sul cosiddetto “taglio dei parlamentari” voterò NO. Con grande con convinzione.
E questo perché, ancora una volta, il M5S che ha promosso la campagna per ridurre il numero di deputati e senatori, gli ha dato un’impronta chiaramente antiparlamentare in coerenza con la sua breve storia.

Infatti, non ho dimenticato la sceneggiata dei grillini, capeggiati dal ministro Di Maio, davanti a Montecitorio, con l’esposizione di un grande striscione su cui erano raffigurate tante poltrone e che venivano stracciate tra alte grida di entusiasmo. C’era, in quella manifestazione, un evidente significato antiparlamentare, e anche qualunquista, nel definire “poltrone” gli incarichi elettivi. Opporsi con il No a questa sceneggiata è la prima cosa a cui ho pensato. E non certo per difendere l’attuale numero dei parlamentari ma, come dicevo, per il carattere che l’iniziativa grillina ha finito con l’assumere.

Purtroppo ancora una volta il Pd è in confusione anche perché il segretario, Nicola Zingaretti, aveva nientemeno auspicato un’alleanza strategica, rifiutata dai grillini, come si evince dalle candidature separate alle elezioni regionali.

Ecco perché il No, in questo caso, ha assunto il carattere di una difesa del Parlamento e della cultura politica che distingue chi ha come bussola politica la Costituzione.

Dalla pagina Facebook di EMMA