Notificato il provvedimento d’insediamento all’ingegnere Santoro, ma non quello di revoca e nuova nomina all’Urega per l’ing. Sciacca. La FP CGIL chiede l’immediato intervento della Regione

Gaetano Sciacca

Gaetano Sciacca

Paradossale. Questo l’aggettivo utilizzato dalla segretaria della Funzione pubblica della Cgil, Clara Crocé, e dalla coordinatrice di settore, Rosa Raffa, per descrivere la situazione che sta interessando l’Ufficio del Genio Civile di Messina, dove al momento “coesistono” due Ingegneri Capo. Mentre, infatti, a Leonardo Santoro, fresco di nomina, è stato notificato il decreto di insediamento, all’ormai quasi predecessore, Gaetano Sciacca, non è pervenuta alcuna revoca d’incarico, né tantomeno provvedimento di insediamento all’Urega. Ufficio alla cui guida, secondo la “falsa” rotazione dei dirigente effettuata dalla regione, falsa perché ha riguardato solo Messina, deve essere collocato.
“La procedura di nomina all’Urega – affermano Crocé e Raffa – è lunga per via dei diversi atti da adottare prima in Giunta Regionale, poi in Commissione Ars. e per finire con l’adozione del decreto di nomina da parte del Presidente della Regione. La Fp Cgil chiede che sia posta fine a questa incresciosa situazione. Non si possono mortificare così due dirigenti. Il Santoro vaga tra i corridoi del Genio Civile sostenendo di essere l’Ingegnere Capo e l’Ing. Sciacca di fatto formalmente ricopre lo stesso incarico. A pagare – continuano le sindacaliste – saranno i cittadini messinesi. Ci piacerebbe infatti sapere chi dei due ha il potere di firma degli atti e se l’attività e i lavori, vedi Giampilieri, subiranno un arresto. Tutto questo grazie alla incapacità dei politici. Se il Presidente Crocetta ha il coraggio di rimuovere Sciacca lo faccia senza tanti giri di valzer. E lo faccia subito dando disposizione al Dirigente Generale per un suo spostamento al Genio Civile di Catania, dove potrebbe ricoprire il medesimo incarico”.
La Fp Cgil chiede un immediato intervento del governo e proclama lo stato di agitazione dei lavoratori.