nelli scilabra

Si è conclusa alle 15:35 l’audizione in Commissione Lavoro dell’ARS dell’assessore Nelli Scilabra, convocata intorno a Mezzogiorno “in merito alle problematiche del Piano Giovani”. Dal Partito Democratico e dalla CISL il giudizio sulla vicenda resta grave. I commenti:
Mario Alloro, PD: “E’ stato un errore, da parte della Commissione Lavoro dell’ARS, non esitare una risoluzione che spingesse il governo a indicare le responsabilità, anche politiche, su una vicenda che ogni giorno di più assume contorni grotteschi. I giovani siciliani hanno diritto di sapere perché, nonostante ci siano le risorse, queste non si spendono per creare occasioni lavoro. Mi aspetto poi che l’assessore, o il governo, illustrino fino in fondo la natura degli accordi con le società interessate: per quel che riguarda Italia Lavoro, ad esempio, fino ad oggi sappiamo ‘solo’ di compensi milionari e di assunzioni quantomeno sospette. Ritengo infine che sia stato un errore interrompere la diretta streaming della commissione che aveva permesso a molti, me compreso, di seguire i lavori che fino a quel momento erano stati a porte aperte: un pessimo segnale che mal si sposa con i proclami di ‘cambiamento e trasparenza’ che spesso vengono lanciati dal governo regionale”.
Filippo Panarello, PD: “Emerge uno scontro interno fra governo e burocrazia del quale il Parlamento non ha avuto contezza in questi due anni, meno che mai gli esponenti della maggioranza: il che aumenta le responsabilità politiche del governo e dell’assessore. Abbiamo letto sui giornali di revoche di affidamenti, ma ancora non sappiamo se poi queste revoche ci siano state o no. Così come abbiamo letto dichiarazioni su bandi da revocare, e non sappiamo se ci siano stati provvedimenti in questo senso, o no. Ma soprattutto non abbiamo capito se, dopo il fallimento del click day, il governo intenda continuare con lo stesso impianto. Siamo di fronte ad una gestione che si è rivelata fallimentare, mi auguro che governo e assessore si rendano conto che serve una riflessione: in fondo, se la ‘lotteria del click day’ non è stata usata da altre regioni, un motivo ci sarà”.
Mariella Maggio, PD: “Il fallimento del ‘click day’ non è solo informatico, ma è la stessa opzione politica che va rivisitata. La domanda che ci dobbiamo fare è se questa procedura può, da sola, bastare a garantire l’efficacia dell’incrocio tra domanda ed offerta. Forse, alla luce dell’esperienza, sarebbe meglio rivisitare il meccanismo attraverso l’utilizzo delle strutture e delle risorse interne e professionalmente adeguate, e così realizzare anche delle economie da poter reinvestire sui giovani. E’ necessario fare presto e con chiarezza lo dobbiamo ai giovani e lo dobbiamo ai 1800 lavoratori ‘parcheggiati’, a cui abbiamo assicurato la possibilità di utilizzo e che hanno già partecipato ad un bando del Ciapi che ha tra l’altro ha registrato minori adesioni rispetto alle richieste dei formatori ed ha dato vita ad un elenco”.
Giovanni Migliore Responsabile Formazione CISL Scuola: “La Commissione Lavoro dell’ARS sul flop del click day continua a non affrontare e approfondire le vere cause che stanno alla base della vicenda, la CISL lo ripete da oltre un anno e mezzo: la causa sta nella impossibilità da parte della Regione di offrire veri servizi per il lavoro di incontro fra domanda e offerta. Fino ai giorni scorsi, al fine di evitare ulteriori fallimenti di garanzia giovani, apprendistato, tirocini e tutte le possibili misure del sistema formativo, abbiamo formalmente sollecitato sia l’assessore Bruno, sia il Presidente della Commissione e il Presidente della Regione, affinché la Sicilia venga dotata di servizi per il lavoro competenti come quelli che operano nelle altre regioni. Mente e nasconde la verità, chi sostiene che i centri per l’impiego sono in grado di garantire questi servizi, ribadiamo da tempo al governo e al Presidente della Commissione, si attrezzino e strutturino urgentemente i servizi per il lavoro in tutti i territori della Sicilia con la ricollocazione e l’utilizzo di tutti i lavoratori ex sportelli multifunzionali, oggi senza lavoro per scelte fatte dalla Regione”.