Al Sig. Sindaco del Comune di Messina, On. Dott. Cateno De Luca


Il sottoscritto Libero Gioveni, nella qualità di consigliere comunale, in riferimento al alla piattaforma “Cambio di Passo” proposta dalla S.S. Ill.ma e riservandomi tuttavia di integrare e definire meglio alcune mie considerazioni, suggerimenti o integrazioni sul documento in sede di dibattito in Consiglio Comunale, Le significa intanto, in questa prima fase interlocutoria, quanto segue:

Nel premetterLe che, come ho avuto modo già di rappresentarLe informalmente, la sua presa di posizione mi sembra alquanto eccessiva rispetto comunque ad un discreto andamento dei lavori d’Aula e una produttiva collaborazione sull’attività amministrativa che ritengo ci sia stata fra Amministrazione e Consiglio Comunale (prove ne sono le numerose delibere di Giunta importanti approvate dall’Aula in 18 mesi con una maggioranza più o meno consolidata e trasversale che ha sposato sin dall’inizio il “salva Messina”), tento adesso di entrare in buona parte nel merito della Sua proposta e delle modifiche che Lei chiede al Consiglio di apportare al Regolamento del Consiglio Comunale (che tuttavia, occorre ricordare, lo stesso è stato esitato non più di 1 anno fa accogliendo anche buona parte dei Suoi suggerimenti).

Tralasciando al momento la proposta della costituzione di un “intergruppo” di cui dirò alla fine, mi soffermo sui 10 punti con cui la S.S. chiede di modificare il vigente Regolamento del Civico Consesso.

Le confermo già da ora che, personalmente (quindi non parlo a nome del mio gruppo consiliare col quale ancora non ho avuto modo di confrontarmi), in linea di massima mi trova concorde sui punti n. 1, 2, 3, 7, 8 e 10 le cui modifiche non riporto qui per brevità e che sono chiaramente di Sua conoscenza.

I punti 4 e 5 invece, che riguardano le nuove modalità di attribuzione del gettone di presenza mi trovano d’accordo solo in parte, nel senso che la possibilità dell’espressione del voto come condizione si può aggiungere anche alle altre modalità già previste dal Regolamento, ma non sostituirsi, perché trovo ingiusto e discriminatorio escludere quei consiglieri che magari hanno partecipato alla seduta per diverse ore fornendo anche contributi e che per qualsiasi motivo (politico, personale o addirittura, come spesso accade di incompatibilità) non risultano presenti all’atto della votazione; mi trova concorde però, ad ogni buon conto, sul fatto che se si esce dall’Aula si possa e si debba esplicitare ufficialmente il motivo dell’uscita. Senza poi considerare il fatto che, come Lei ben sa, non sempre le sedute di Consiglio Comunale, ancorché quelle di Commissione, prevedono necessariamente una votazione (basti pensare, solo per riportare alcuni dei tanti esempi, alle sedute di Questione Time, alle sedute aperte, ad eventuali sedute straordinarie su temi di grande interesse, alle sedute in cui il sindaco presenta delle relazioni, alle Commissioni di studio e approfondimento, alle Commissioni esterne ecc.).

Sul punto 6 invece, che prevede addirittura l’abolizione della “presenza fisica” che quindi viene considerata “assenza” dai lavori (che vieterebbe persino il rimborso degli oneri riflessi al datore di lavoro) nel caso in cui non si partecipa appunto ad una votazione, non solo non mi trova d’accordo, ma la ritengo, senza timore di smentita, illegittima perché in palese contrasto e violazione con la vigente normativa.

Lei sa benissimo, infatti, che un Regolamento non può sovrastare una legge o ad essa sostituirsi, e in questo senso la legge è chiara e inequivocabile con il comma 1 dell’art. 20 della L.R. 30/2000 e s.m.i. che recita testualmente nella parte che interessa:

“I lavoratori dipendenti pubblici e privati, componenti dei consigli comunali……hanno diritto di assentarsi per l’intera giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli…..”.

Quindi, paradossalmente, la legge non tiene nemmeno conto della partecipazione (che in ogni caso viene considerata ormai, per prassi consolidata, un elemento imprescindibile per giustificare l’assenza dal lavoro), ma addirittura della sola convocazione!

Pertanto sul punto 6 credo (e sono certo che Lei se ne sia reso conto) che non si possa nemmeno avviare la discussione, perché diversamente è fin troppo evidente che tutti i soggetti che risulterebbero determinanti nel portare avanti una simile modifica (a meno che non si modifichi la vigente normativa), se ne assumerebbero la responsabilità nelle opportune sedi.

Infine, sul punto 9 (ossia quello di prevedere la possibilità di presentare emendamenti solo in sede di Commissione) ritengo non si possa essere d’accordo per un motivo semplice e chiaro: non tutti i consiglieri comunali sono presenti in tutte le Commissioni (come Lei sa su 8 Commissioni siamo in linea di massima presenti ognuno solo in 5 Commissioni); pertanto, anche in questo caso, si vieterebbe ai consiglieri comunali che non risultano componenti in quella determinata Commissione in cui si è esaminata una delibera (e che quindi non hanno potuto partecipare ai lavori) di poter presentare emendamenti in Consiglio prima del voto definitivo.

Ed eccomi ad esprimermi finalmente sulla proposta dell’intergruppo.
Con la massima onestà la ritengo superflua e inopportuna per i seguenti motivi:

 

  1. superflua perché ritengo che Lei, sig. sindaco, goda già nel bene e nel male, di una maggioranza più o meno delineata, che, salvo per qualche piccolissimo incidente di percorso che avrebbe avuto anche un sindaco eletto insieme ad una maggioranza uscita dalle urne) Le ha permesso di portare avanti parecchi punti del suo programma iniziale o costruito in corso d’opera (“salva Messina”, rimodulazione del piano di riequilibrio, gestione diretta servizi sociali con la costituzione della Messina social city, costituzione ARISME, costituzione Patrimonio S.p.A., costituzione ATM S.p.A., approvazione di tutti i Bilanci dell’Ente, approvazione schemi di convenzione per la gestione degli stadi cittadini, approvazione di tutti i debiti fuori Bilancio necessari per l’abbattimento del debito, aumenti di capitale ad ATM e AMAM, contratti di servizio ecc.).

 

  1. inopportuna perché ufficializzare o blindare una maggioranza “bulgara” fatta di singoli consiglieri appartenenti ai vari gruppi, provocherebbe anche inconsciamente nei singoli componenti dell’intergruppo una sorta di “freno” ad un eventuale visione politica differente da esprimere sugli atti, fatto questo che io ritengo oltraggioso verso i principi democratici che dovrebbero ispirare l’azione dei rappresentanti del popolo all’interno di una istituzione.

In conclusione, sul ricco programma politico-amministrativo che la S.S. ha inteso anticipare per tutto l’anno 2020, per quanto mi riguarda mi trova concorde in quasi tutti i punti suddivisi nei 12 mesi, certamente da condividere e, se occorrerà, da integrare con eventuali spunti che possono provenire durante il dibattito in Aula, soprattutto per ciò che riguarda gli strumenti di pianificazione urbanistica.

Sig. sindaco, tanto Le dovevo in relazione alla Sua richiesta di integrazione del Suo documento, nella speranza (e lo dico davvero nell’esclusivo interesse della nostra città) che Lei possa riuscire a trovare la serenità necessaria per proseguire l’importante percorso di risanamento economico-finanziario avviato, guardando da ora in avanti invece a prospettive di sviluppo economico-sociale, turistico e occupazionale che certamente, una interruzione brusca di questo mandato, proprio ora, ritengo risulterebbe parecchio deleteria!

E i Messinesi questo non lo meritano!

Cordiali saluti.
Il Consigliere Comunale
Libero Gioveni