Siamo esterrefatti dal “dibattito social” avviato dal Sindaco che in questi giorni si erge a “censore” nei confronti di un giornalista le cui idee ed il cui lavoro non può essere messo alla berlina, al di là della condivisione o meno!

Per la verità non è la prima occasione ma un pericoloso “costume” via via radicatosi sin dalla scorsa legislatura quando i messinesi ed i partiti ha sottovalutato il concetto di “certa stampa” costantemente sostenuto da Accorinti, dalla sua Giunta e dal suo movimento.

Le “esternazioni di De Luca” ne sono la ovvia conseguenza e prosecuzione…

Ora addirittura il Sindaco parla di “notizie di provenienza illecita”, concetto da respingere con forza perché esistono solo “notizi vere” o “notizie false” e nel dubbio esiste, a garanzia della verità, la Magistratura !

Non è dato a nessuno, ed ai politici in particolare, di ergersi a giudice o tentare di mettere alla berlina gli operatori dell’informazione. 
Anche la sottolineatura ripetuta di distinguere la stampa “on line” dalla carta stampata è sospetta e strumentale, tendente, di fatto, a creare categorie di valori inesistenti.

Notiamo due cose:
Il giornalista Gaspanello, sottoposto ad attacco, pubblicato il servizio è andato (con un consigliere comunale) dal Sindaco portando le prove, non richieste, del danno denunciato sul proprio giornale (cosa non dovuta ne usuale) a dimostrazione palese della volontà sua e di tutta la stampa di lavorare a tutela degli interessi collettivi;
La seconda cosa che ci corre obbligo sottolineare è che tutta la vicenda trae origine da una legittima decisione organizzativa del Sindaco, circa l’ubicazione dell’Ufficio stampa del Comune ma contestata dal Presidente del Consiglio Comunale: orbene ad oggi, se non ci siamo persi parte del film, il Sindaco non ha ancora risposto alle puntuali osservazioni del Presidente Cardile preferendo la polemica con un giornalista.

Siamo anche esterrefatti, dobbiamo aggiungere, dell’assordante silenzio che ha avvolto la vicenda nel mondo politico, salvo alcune voci isolate, ma cosa aspettarsi da chi non è in grado di difendere il proprio ruolo istituzionale accettando i “calci in culo” (forse meritati?) dispensati da De Luca!