Giorni caldissimi, pieni di tensione e di caos quelli che si vivono al Comune di Messina, tra mozione di sfiducia al sindaco Accorinti, le dimissioni nella giornata di ieri dell’ ormai ex assessore al bilancio Luca Eller Vainicher, oggi è invece riesplosa la protesta dei lavoratori di Messinambiente, alcuni di loro si sono anche incatenati, che hanno occupato l’aula consiliare di Palazzo Zanca per richiedere una seduta straordinaria del Consiglio Comunale e discutere della costituzione della nuova società “Messina Servizi Bene Comune”.

Lavoratori preoccupati per il loro futuro e quello delle proprie famiglie, che non riescono purtroppo a vedere minimamente la luce fuori da questo tunnel chiamato Messinambiente che ormai persiste da troppo tempo e che non ha mai dato delle certezze nel corso degli anni.

Un carrozzone, quello di Messinambiente, in liquidità da anni e che rischia il fallimento tra poche settimane (l’udienza, prevista per giorno 8 febbraio, è stata posticipata a giorno 22 febbraio grazie all’intervento del Presidente della Regione Crocetta) per via della cartella esattoriale di quasi 30 milioni di euro recapitata alla società di via Dogali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Presente alla manifestazione anche la segretaria provinciale della Fp Cgil Clara Crocè, la quale ancora una volta fa un appello agli amministratori comunali affinchè non facciano passare ulteriormente del tempo prezioso, visto che il tempo a disposizione adesso è davvero scaduto, e di procedere finalmente alla costituzione della nuova società per la raccolta dei rifiuti.

Dello stesso avviso è il commissario di Messinambiente Giovanni Calabrò che invita la Giunta Comunale a dare delle risposte esaustive per risolvere questo caso spinoso.

L’unica certezza ad oggi è che 500 lavoratori rischiano seriamente di ritrovarsi senza un lavoro, in quanto, se alla data del 22 febbraio, giorno dell’udienza di fallimento di Messinambiente, la società venisse dichiarata fallita senza che sia stata data vita ad una nuova società capace di svolgere il servizio,il Comune si troverebbe costretto, ai sensi delle legge Madia, a redigere un bando per l’affidamento esterno della durata di 5 anni.

Ipotesi, questa, che deve essere assolutamente scongiurata per evitare una grave perdita occupazionale e anche una possibile emergenza rifiuti che rischierebbe di portare al collasso e far affondare tra i rifiuti la città di Messina.