Questa volta il referendum si farà ma, pare,  fra il disinteresse e l’incuria generale….

Il gruppetto di villaggi a nord di Messina non hanno alcuna valida motivazione storica, politica od economica a sostegno di un “sogno secessionistico” non solo antistorico ma dannoso per gli stessi proponenti.

Al di là di quelle che saranno, dopo il referendumeventualmente vincente, le decisioni finali dell’ARS avremo speso un bel po’ di danaro,
potremmo avere un nuovo Comune che parte già con difficoltà finanziarie e scarse possibilità di sviluppo,
avremo creato un notevole danno a Messina e messo in forse la stessa esistenza della Città Metropolitana.

Non stiamo qui a ripetere le corrette considerazioni espresse oggi da Lucio D’Amico sul suo giornale, ma ci chiediamo perché mai solo la Gazzetta ed alcuni giornali on line assumono una posizione nella assordante “latitanza” dei Partiti politici rappresentati e non  a Palazzo Zanca.

Nessuno si vuole bagnare per non perdere possibili futuri voti di un terzo di messinesi e si spera che sia il Sindaco De Luca a fare campagna elettorale a difesa dell’unità della città ?

“A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina” ripeteva Andreotti, che sicuramente ne sapeva una più del diavolo …

A questo gioco noi non ci stiamo !

E come  ci dichiariamo per un secco NO, crediamo che il Sindaco di tutta la città non debba essere costretto a fare campagna elettorale ma sia compito dei Partiti fornire e subito un pronunciamento chiaro,  argomentato e che non usi il “politichese”.

Dalla maggioranza all’opposizione tutti hanno l’obbligo non solo politico ma morale di dire da che parte stanno ed agire di conseguenza.

 Agire di conseguenza, ovviamente, significa  anche avere la capacità di fare una analisi seria sul perché le periferie soffrono e (spesso giustamente) si lamentano … sino a sognare l’autonomia.

 Le varie amministrazioni che si sono succedute nel tempo, non è facile nasconderlo, hanno molte responsabilità così come l’alta burocrazia di Palazzo Zanca e di questa responsabilità non ne sono indenni i vari Consigli Comunali.

L’incapacità della politica ha portato via via a svilire funzione e ruolo del “decentramento”.

L’assenza, anche fisica, dei Partiti dalle periferie e la loro “asfittica” vita democratica (alla faccia della Costituzione che tutti, a parole ed alcuni ad intermittenza, difendono) ha affossato una conquista importante per il coinvolgimento dei cittadini nella gestione e nel dibattito sulla cosa pubblica.

In troppi hanno cercato di non far crescere una classe dirigente diffusa preferendo alimentare la coda dei questulanti dietro la porta della propria segreteria ….

Da qui l’aberrante richiesta di voti da parte di candidati alle Circoscrizioni “perché sono disoccupato” o la “corsa” spesso solo per sostenere indirettamente un probabile consigliere comunale: poi più nulla !

Quale “rapporto politico” hanno i vari Partiti ed i vari Consiglieri con gli eletti in Circoscrizione ?

In Aula cè chi si ricorda di questi eletti solo quando deve sollevare problemi procedurali per i “pareri obbligatori ma non vincolanti”.

Abbiamo l’impressione, che vorremmo fosse smentita, che solo Sindaco ed alcuni Assessori abbiano avuto, in alcune occasioni, “rapporti politici” con gli organi elettivi decentrati (e questo vale anche per le precedenti amministrazioni).

 Non vogliamo difendere o accusare nessuno.

Vorremmo che le forze e gli esponenti politici facessero un sereno esame di coscienza per cambiare comportamento ed utilizzare la “fantasiosa” vicenda di “Montemare” per ripensare il loro rapporto con le periferie e sviluppare le aggregazioni democratiche decentrate:
questo per chi la Politica la vorrebbe fare sul serio e per chi ama Messina !