Dpef approvato dall’Ars. Armao: “iniziato il processo virtuoso”

L’Assemblea regionale siciliana ha approvato, ieri, il Documento di programmazione economica finanziaria (Dpef) per gli anni 2011-2013, con l’astensione dal voto di PdL e Pid.

salvo pogliese

l'on. PdL Salvo Pogliese

Ricordiamo che il Dpef è il documento propedeutico alla legge finanziaria regionale.

Il centrodestra ha criticato l’assoluta mancanza, nel documento, del contenuto politico. “Mi sarebbe piaciuto leggere della lotta al sistema mafioso, del rilancio della piccola e media impresa, dell’aiuto all’agricoltura, dell’incentivazione che serve alle categorie produttive. Mi sarebbe piaciuto leggere queste cose che sono totalmente assenti nel Dpef”, dichiara il deputato PdL Fabio Maria Mancuso. Valenza politica, aggiungono i deputati di PdL e Pid, che manca al Dpef per “il continuo cambiamento di percorso da parte del Presidente… [sicché] ci troviamo di fronte a due cinismi: quello del Presidente Lombardo, che occupa tutto il potere possibile, e quello di alcune forze che dall’opposizione, ribaltando il risultato elettorale, sono passate in maggioranza e hanno a cuore una sola cosa, disgregare l’altro campo, vale a dire disgregare la politica del centrodestra”. I deputati di PdL e Pid concordano sulla necessità che la finanziaria regionale preveda le somme necessarie a mettere in sicurezza il territorio dal rischio idrogeologico, a tal fine chiedono la redazione del “Piano rischi”.

Gaetano Armao

l'ass. Gaetano Armao

L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, definisce il Dpef come “l’inizio di un percorso virtuoso, con la consapevolezza della responsabilità di tutti, perché tutti dovremo dare alla Regione quei numeri rigorosi che la dinamica di rapporti con l’Unione Europea ci impone, perché il bilancio della Regione dovrà essere un bilancio incardinato dentro un sistema di conti pubblici che è quello dello Stato e dei paesi europei”.

Durante gli incontri con le associazioni di categoria che hanno preceduto la presentazione all’Ars del Dpef, l’assessore Armao ha posto l’annullamento del gap infrastrutturale con la Penisola come una delle condizioni necessarie per allineare la Sicilia al Nord. Spingendosi a criticare, alla Camera di Commercio di Catania, il piano del Governo Berlusconi per l’adeguamento infrastrutturale del Mezzogiorno, che in quella occasione definì “insufficiente”. Ieri, Armao si è limitato a ribadire all’Ars la necessità di attivare tutti gli “investimenti di sistema in grado di migliorare la funzionalità delle reti stradali e ferroviarie, e di conseguenza di sviluppare l’attrattività del territorio siciliano”.

Tutti ricordiamo che alle regionali del 2008 la priorità delle infrastrutture interne sul Ponte sullo Stretto fu uno dei punti di differenziazione del programma di centrosinistra da quello di centrodestra.

Dall’Aula sono state sollevate due importanti raccomandazioni al Governo. L’una dal capogruppo di Futuro e Libertà, l’onorevole Livio Marrocco, che ha definito il Dpef “il primo passo per una finanziaria di rigore che deve tenere conto, però, delle difficoltà degli enti locali, perché i sindaci possano assicurare ai cittadini i servizi di cui hanno bisogno”. L’altra dal Presidente della Commissione Bilancio e relatore di maggioranza, Riccardo Savona, che ha invitato il Governo ad impegnare le risorse del PAR-FAS 2007-2013 in interventi fattibili e strategici per lo sviluppo dell’Isola e “a fornire, con previsioni più dettagliate, l’andamento tendenziale delle dinamiche di spesa di importanti comparti, quali il settore forestale, la formazione professionale, il fondo unico del precariato, gli sportelli multifunzionali”.