Le strade per l’inferno sono lastricate da buone intenzioni”, ma sempre all’inferno conducono, caro Franceschini.

Riteniamo che l’intervista dell’on. Dario Franceschini a LA STAMPA (VEDI: franceschini)  sia da non sottovalutare e interessi tutte le forze politiche ed i cittadini amanti della “res pubblica”, da destra a sinistra, per cui l’articolo che firmo oggi, a titolo personale, vuole aprire un dibattito – capace di andare oltre la campagna elettorale – per dare la parola a tutti, dalla Lega a Leu passando per le varie anime del Partito Democratico.

Pur apprezzando Franceschini difficilmente mi sono trovato d’accordo con lui, e questa volta non fa eccezione.

Il principio per cui le riforme costituzionali andrebbero condivise è sacrosanto e fortunatamente così fu con prima Costituzione Repubblicana …. ma oggi viviamo in un altro secolo e con altro, più scarso, personale politico.

Nel lanciare la sua proposta Franceschni dimentica il panorama (e l’anomalia) dello schieramento politico nazionale.

Da una parte vi sono forze simili, ma non eguali, che si richiamano ai fondamentali della Costituzione e costituiscono il fronte, maledettamente frastagliato, della sinistra e del centrosinistra.

Dall’altra parte vi sono forze, solo apparentemente unite, ma che sono dominate da mentalità e/o atteggiamenti fascisti, xenofobe, sovraniste e votate all’uomo forte al comando.

Cosa manca nel panorama politico italiano che lo rende anormalo?
Manca, o è poco rappresentata, la componente borghese, liberale e democratica, indispensabile per tracciare un quadro equilibrato, positivo e dialogante.

L’esperienza politica berlusconiana, nata in primis per interessi di bottega (“io amo questo paese”, ovvero amo le mie aziende in questo paese) poteva sopperire a questa carenza, e a un certo punto ha anche tentato di farlo, ma l’arroganza del padre padrone e la voracità dei supposti “delfini” , virus che ha contagiato anche il PD, ha stoppato ed annullato l’iniziativa della creazione di un polo liberale ed autenticamente democratico.

In base a questa fotografia, nella quale mancano personaggi del calibro dell’ottimo Aldo Buozzi o di Gaetano Martino, sorge prepotente il mio disappunto di fronte la proposta di Franceschini: come si fa a concordare riforme serie con Meloni o Salvini ?

Un’ultima considerazione.

Le “riforme costituzionali” come le “leggi elettorali” sono cose troppo serie per farle fare al primo che passa o sfornarne di continuo (“ Ad usum Delphini ”): quello che sta accadendo in Italia è anormalo ed è sintomo di una “Democrazia malata”, ma non credo che la ricetta indicata sia la migliore….