CGIL : «E’ il momento che l’Azienda faccia un cambio di passo in termini di qualità dell’offerta e di organizzazione del lavoro»

Per la FP CGIL, dichiarano Francesco Fucile, Segretario Generale e Elena De Pasquale, Segretario con delega al Terzo Settore, la pandemia da COVID19 che ha messo in ginocchio un intero paese, ha messo in luce anche le tante criticità che interessano il mondo dei servizi sociali e ha fatto emergere nuovi bisogni. La Messina Social City deve essere pronta a rispondere

Ripensare, riorganizzare, reinventare, riprogettare.

Quelli appena elencati sono solo alcuni dei verbi che in queste lunghe settimane di lockdown, ed ora di Fase 2, sono stati pronunciati con riferimento al mondo del sociale. Un mondo che il COVID19 ha in parte “privato” della sua stessa essenza: la relazione con le persone, spesso le più fragili. Il senso di spaesamento vissuto in queste settimane a causa delle inevitabili restrizioni imposte dal governo per ridurre al massimo il contagio del virus, ha però lasciato spazio anche alla necessaria riflessione su come immaginare il domani dei servizi sociali un domani che chiama in causa anche migliaia di lavoratrici e lavoratori. Molti di loro in questi mesi hanno continuato ad operare perché componenti fondamentali di quella “catena” di servizi indifferibili ed incomprimibili, molti altri, invece, hanno visto bruscamente interrotto il rapporto con i loro utenti a causa della sospensione delle attività, finendo nel grande calderone degli ammortizzatori sociali. In questo quadro generale di difficoltà e complessità, la realtà dei servizi sociali messinesi, grazie all’internalizzazione degli stessi mediante la costituzione dell’Azienda speciale Messina Social City, ha reso possibile il non ricorso agli ammortizzatori, ha garantito la continuità delle retribuzioni e soprattutto ha consentito il mantenimento di quei servizi considerati incomprimibili ed indifferibili attinenti la sfera dell’assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili (ricompresa nella macro area del SADS). Superate infatti le difficoltà dovute alla mancanza o all’insufficienza dei DPI da fornire agli operatori, nonché di diffidenza da parte di molte famiglie che usufruivano il servizio, le prestazioni, lì dove possibile, sono state erogate, con grande professionalità e spirito di servizio da parte di tutti gli operatori.

Nel documento che la FP CGIL sottopone alla Messina Social City, vengono analizzate una serie di questioni che attengono alla FASE2: «Attraversiamo un momento in cui – affermano il segretario della FP CGIL Francesco Fucile, la segretaria provinciale Elena De Pasquale e le RSA Caterina De Maria e Antonella Iraci – è necessario ripensare in un’altra ottica l’erogazione dei servizi, poiché non si non tenere conto delle prescrizioni in materia di sicurezza e prevenzione che devono essere messe in campo sia a tutela dell’utenza, sia a tutela dei lavoratori. E’ impensabile immaginare di ricominciare o riavviare delle attività caratterizzate da improvvisazione o approssimazione, perché ciò rischia di determinare solo un pericolosissimo effetto boomerang». Ecco perché la FP CGIL, tenendo conto della cornice normativa che in questi mesi si è andata delineando, avanza alla MSC una serie di proposte che riguardano trasversalmente tutti i settori e coglie l’occasione per rivolgere un appello all’Assessore alle politiche sociali del Comune di Messina, l’avvocato Alessandra Calafiore, affinché, così come avvenuto nei giorni dell’emergenza della Fase1, raccolga l’appello lanciato da numerose famiglie messinesi i cui figli, affetti da disturbi dello spettro autistico, non hanno ancora potuto riavviare le terapie di riabilitazione nelle sedi del centro Diatip (Diagnosi e trattamento intensivo precoce per bambini con disturbo autistico) dell’ASP di Messina.

SERVIZI DI INCLUSIONE SCOLASTICA

Le “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti” pubblicate di recente ed allegate al “Decreto riaperture”, che si sperava potessero fornire delle indicazioni utili, si sono invece rivelate carenti sotto molteplici punti di vista, in primis perché non prendano in considerazione la fascia dei servizi 0/3. «Un’assenza quest’ultima – affermano i sindacalisti – che conferma la grande difficoltà del Governo nell’affrontare il tema, perché si tratta di una fascia di utenza particolarmente delicata, la cui ripartenza in sicurezza non può slegarsi dalla necessità di immaginare anche un diverso tipo di approccio pedagogico da parte del personale impiegato ed impegnato nelle suddette attività. Oltre quindi ad un investimento di tipo materiale, inteso cioè come la riorganizzazione degli spazi, l’utilizzo di specifici arredi da gioco, la MSC deve mettere in conto anche un investimento sul personale, sia in termini numerici (così da rispettare i relativi rapporti operatori utenti), sia in termini di formazione, a 360 gradi». A tal proposito è di ieri la pubblicazione di un documento tecnico da parte del Ministero dell’Istruzione che, proprio con riferimento alle scuole dell’infanzia e alla situazione degli studenti con disabilità, prevede specifici accorgimenti di cui anche l’Azienda dovrà prendere in considerazione.
Riguardo i servizi di inclusione scolastica, svolti attraverso l’attività svolta dagli Assistenti all’autonomia e comunicazione degli studenti disabili che dal mese di aprile in poi hanno svolto la Didattica a Distanza (DaD), la FP CGIL ritiene decisamente inopportuna, da parte dell’Azienda la decisione di porre in ferie d’ufficio, dall’oggi al domani, il personale contrattualizzato fino a 15 giugno. «Siamo consapevoli – spiegano Fucile, De Pasquale, Di Maria e Fucile – che il datore di lavoro, sulla base delle proprie esigenze, può decidere di collocare in ferie d’ufficio i dipendenti, ma nel caso specifico, farlo dall’oggi al domani, e dunque privando di un’importante servizio di assistenza bambini disabili, è del tutto discutibile. Piuttosto, considerato anche il periodo di blocco dell’attività del mese di marzo, sarebbe opportuno potenziare il servizio in questione anche oltre i termini stabiliti»
Rispetto al periodo estivo che ci troviamo ad affrontare e alle possibilità attività da porre in essere per favorire la ripresa delle attività di socializzazione di bambini ed adolescenti, per la FP CGIL potrebbe rivelarsi interessante, a seguito di sottoscrizione di apposito Protocollo con la Curia, effettuare una mappatura degli istituti religiosi (Don Bosco, S.Luigi, Figlie del Divino Zelo, Cristo Re), dotati di aree aperte, che possano fare da cornice a nuove attività.

SERVIZI PER ANZIANI E DISABILI

Anziani e disabili hanno sicuramente rappresentato le fasce di popolazione che hanno maggiormente risentito degli effetti del lockdown. «I fatti che hanno tristemente contraddistinto Rsa e Case di riposo per anziani in Lombardia e in numerose altre Regioni italiane – sottolineano gli esponenti della FP CGIL – hanno “fotografato” questi spazi come non luoghi in cui gli anziani, “abbandonati” a sé stessi, hanno trovato la morte in solitudine. Quanto accaduto ha dunque posto al centro del dibattito mediatico il grande tema della riprogettazione dei servizi agli anziani, soprattutto in un Paese, come è appunto l’Italia, tendenzialmente anziano. Oggi più che mai, dunque, riteniamo che la MSC debba provare ad intraprendere percorsi di co- housing sociale (riprendendo d’altra parte il nome di una delle macro-aree in cui è stata riorganizzata) che possano davvero rappresentare un salto di qualità nell’erogazione dei servizi».
Altrettanto forte è l’esigenza di rafforzare i servizi di assistenza domiciliari per anziani e disabili, che non possono essere considerati solo in termini di esigenze materiali e domestiche, ma che devono essere supportati ed aiutati anche sotto il profilo della relazione umana, potenziando, ad esempio, anche l’utilizzo di dispositivi elettronici/informatici, che nel periodo di lockdown si sono dimostrati essere, per tutti, fonte di compagnia e socializzazione.

ALTRE ATTIVITA’

Il periodo di isolamento forzato, oltre ad aver fatto riscoprire una dimensione di intimità casalinga spesso dimenticata a causa dei ritmi frenetici della quotidianità, ha però anche fortemente condizionato, in negativo, equilibri familiari e di coppia. «Potrebbe risultare interessante – sottolineano gli esponenti della FP CGIL – l’attivazione, presso il Centro famiglie, di uno specifico servizio di supporto psicologico per rielaborare i cambiamenti drastici emersi con la quarantena sia sul fronte genitoriale, che su quello dei minori. In particolare, nell’ambito delle adolescenze e di tutte le fragilità connesse a questo mondo, merita particolare attenzione un servizio di educazione alimentare. In isolamento, infatti, si è assistito ad un consumo smodato di lievi e farine, seguito dalla necessità di mostrarsi “social – mente” appagati, che potrebbero però ancora avere portato all’emersione di dinamiche di conflittualità nel rapporto con il cibo, soprattutto fra le giovanissime»