“Pare che il sistema collaudato dai sedicenti politici e comunicatori del centro destra – Berlusconi ha fatto scuola, ma Salvini ha superato in negativo l’insegnante – sia stato prima demonizzato dal centro sinistra, per poi essere sposato a pieno dissimulando le proprie azioni oggetto di aspre critiche.

Di cosa si sta parlando?
Qual è questo infallibile sistema di distrazione di massa?
Quando si vuole abbassare l’attenzione su operazioni poco chiare, leggi che nascondono quantità infinite di tranelli, votazioni incoerenti o salva poltrona, si inizia a twittare, a postare, a pubblicare contenuti che cambino immediatamente l’organo bersaglio del cittadino elettore, ci si sposta dal cervello allo stomaco.

Come abbiamo visto, basta un barcone con 30 migranti a far dimenticare una legge di bilancio o un panino con la salsiccia a far cadere nel dimenticatoio un caso ATM.

Giuseppe Sanò

Ad occupare un ruolo di primaria importanza in quest’operazione mediatica, troviamo la stampa tutta e non solo “una certa stampa”, come purtroppo viene additato il più importante organo d’informazione. Le correnti, le simpatie per un movimento politico o addirittura i giornali di partito, non potendo esimersi dal fare l’interesse del proprio editore, pubblicano qualsiasi cosa possa suscitare l’appetito dei propri lettori. E con un tocco di maestria, il lettore diventa elettore ed un banale titolo giornalistico cassa di risonanza per l’oggetto della distrazione di massa. Dunque, potremmo dire che non esiste più un modus operandi che caratterizza uno schieramento politico in base alle scelte politiche su temi importanti, ma sulla scorta dell’argomento utilizzato per operare la distrazione collettiva. Perciò, è verosimile attendersi che una privatizzazione venga occultata da argomenti che prevedano il tema della sicurezza, dell’ordine o del decoro; una manovra finanziaria che non ha basi solide verrà celata da qualche caso di corruzione scovato in giro per l’Italia, esaltato con titoli inneggianti ad onestà e legalità; La dissimulazione di una votazione, che lede i più classici dei principi dell’ex classe operaia o comunque dello stato sociale, sarà affidata all’uso improprio di un congiuntivo o a questioni che facciano leva sull’idea consolidata di cultura.

Non potendo sperare, che chi abbia trovato la risposta alle proprie pecche politiche semplicemente cambiando argomento, affronti con coraggio le proprie scelte, giuste o sbagliate che siano, posso solo augurarmi che ci siano sempre più persone a pretendere, che chi ci rappresenta, a tutti livelli, si occupi più di temi che impattino sulla qualità della vita e del benessere collettivo che non di gossip da bar dello sport.

Giuseppe Sanò