Dal Gruppo di iniziativa civica RispettoMessina riceviamo e volentieri pubblichiamo:

“Torna a far parlare di sé il referendum sulla costituzione del nuovo comune autonomo di Montemare, e la richiesta è chiara: il distacco di 1/3 del territorio Messinese.

Una possibilità questa prevista dalla Legge, che consente ai cittadini -previa votazione con quorum differenziato- di determinare la scissione di parti di territorio di una realtà urbana. Una richiesta semplice, ma così non è, a partire dalle modalità di voto, che sono del tutto particolari.

Difatti l’eventuale istituzione di Montemare dipenderà da un doppio quorum del 50% dei votanti da raggiungere, sia per le zone che verrebbero coinvolte nel nuovo Comune che per l’intera città.

Per cui se il 50% più uno dei votanti viene raggiunto nelle sole frazioni e villaggi che andrebbero a costituire il nuovo Comune, e non nell’intero territorio cittadino, si verificherebbe la possibilità che una esigua minoranza costituita da 8000 residenti decida per conto di tutti i 225000 residenti della città di Messina.
Per questo motivo sarà fondamentale una corretta informazione prima che possa svolgersi il referendum.

Partendo dalla considerazione che tale iniziativa, al di là di alcune motivazioni che evidenziano la mancata attenzione verso queste realtà urbane di chi ha governato e governa la città, è in netta controtendenza rispetto ai meccanismi di accorpamento di piccoli centri che non riescono a sostenere le spese di gestione, che si stanno concretizzando in tutto il territorio nazionale.

Ed in questo caso si potrebbe prospettare un avvio caratterizzato da grandi difficoltà per una nuova realtà che nascerebbe senza risorse, senza organizzazione e senza strutture, a prescindere dall’eventuale elezione di un sindaco e di un consiglio comunale.

Per questo motivo, sarà fondamentale per i cittadini Messinesi recarsi al seggio. Ogni singolo voto risulterà fondamentale per evitare un errore che potrebbe avere refluenze negative sull’intera città. Inoltre la nascita del nuovo Comune rappresenterebbe il colpo di grazia per quei vasti territori, ch essendo diversi tra loro dovrebbero trovare risposte adeguate alle loro esigenze specifiche. Un nuovo Comune che comunque costituirebbe ulteriori costi per la spesa pubblica.

La soluzione per i territori decentrati dovrebbe risiedere in un rafforzamento dei servizi cittadini, pensato anche in ambito metropolitano integrato, ed al potenziamento e valorizzazione delle peculiarità di ogni parte della nostra città, applicando tutti gli strumenti di pianificazione strategica e di interventi operativi esistenti, ma scarsamente utilizzati.

Messina potrà uscire dalla sua crisi decennale e lanciarsi verso il futuro solamente se unita, valorizzando e valorizzandosi. Auspichiamo quindi una maggiore attenzione e sensibilizzazione su tale problematica da parte dei soggetti politici, sociali e culturali e degli stessi cittadini, e la costituzione di comitati che nascano per difendere l’integrità territoriale e l’identità della città di Messina.

E pur essendo consapevoli che il referendum è un diritto che va esercitato riteniamo opportuno che per una maggiore partecipazione democratica debba svolgersi insieme ad altre occasioni elettorali.”

 

(NdR): Siamo e saremo sempre contrari alle “fughe in avanti“, irresponsabili e narcisistiche.
La frantumazione del Comune di Messina sarebbe una iattura per chi resta e per chi va via: ipotesi di chi non conosce ne macchina amministrativa ne buon governo e non ama Messina cercando solo inutli e costose poltrone !