La mobilità Siciliana non decolla e lo sdegno ad orologeria di buona parte della vecchia politica regionale e nazionale siciliana sembrano in questi giorni solo lacrime di coccodrillo buone a riempire le pagine dei giornali e nulla più.
Non è una critica , ma l’amara constatazione di chi da decenni assiste alle solite stucchevoli sceneggiate mediatiche sul gap infrastrutturale della Sicilia.
Non serve rispolverare ad ogni festività gli scandali ormai noti dell’aumento delle tariffe aeree per chi deve viaggiare dalla Sicilia , nessuno “scopre” oggi che l’isola da cinque milioni di “cittadini italiani” altro non è che la periferia dell’impero e chi a vario titolo ha governato negli ultimi decenni ha precise responsabilità politiche e amministrative .
Ma non c’è solo il caro tariffe per i voli aerei o il sold out dei bus per le festività , per chi sceglie il treno per esempio nello scorso week end (venerdì 8 novembre) l’Inter city notte 1965 Milano / Palermo ha viaggiato con “soli” 240 minuti di ritardo , deliziando con ulteriori quattro ore gli impavidi viaggiatori che già avevano deciso di affrontare un viaggio della speranza di oltre 22 ore .

Nessuna novità, i siciliani si stanno tristemente abituando ai disservizi , ma qualcuno ci potrebbe spiegare perché ad esempio , ai tempi dell’alta velocità ferroviaria , la percorrenza della tratta Sicilia – Milano aumenta anno dopo anno, un ritorno al passato per cui un siciliano impiega un giorno della propria vita per arrivare dalla Lombardia alla Sicilia .

I prezzi su ferro ? Anche oltre 200 euro per un viaggio di sola andata . La politica forse dimentica spesso il proprio ruolo , lo stesso statuto della Regione Sicilia all’articolo 22 riconosce al governo regionale il diritto di indicare un proprio rappresentante per contribuire alla formazione delle tariffe ferroviarie e alla regolamentazione dei servizi di trasporto nazionale dei vari vettori . I governi regionali negli anni hanno forse troppo spesso abdicato al proprio ruolo dimostrandosi inerti o poco incisivi .

Basta con la politica del lamento , basta accontentarsi delle briciole quando si parla di infrastrutture e investimenti al sud, la sola Messina porta d’accesso del trasporto siciliano su ferro e gomma piange degrado e abbandono dovuto ad almeno vent’anni di scelte sbagliate o non fatte sul suo hub ferroviario con una riduzione di oltre il 70% dei servizi all’utenza e di posti di lavoro . Nella sola Lombardia oggi circolano più treni che in tutto il mezzogiorno d’Italia e se noi pensiamo che in un territorio possa esistere sviluppo senza
un adeguato sistema di mobilità allora ci possiamo rassegnare a vedere i nostri giovani prendere le valige e partire … sempre tariffe permettendo .

Michele Barresi segretario generale Uiltrasporti Messina