Carissimo Direttore,
un avvocato di Padova in vacanza nella nostra città con la moglie e le figlie di 7 e 11 anni, ha denunciato su “Tempostretto” una grave intimidazione da parte di alcuni balordi che nella spiaggia di Tarantonio tra Orto Liuzzo e Rodia: hanno utilizzato una moto d’acqua mettendo a repentaglio la vita dei bagnanti nell’indifferenza generale. Come non bastasse un altro balordo, incivile e delinquente, sbucato da una baracca a bordo di un trattore, si dirigeva verso il bagnasciuga, passando a mezzo metro dall’ombrellone dell’avvocato che visto il pericolo, manifestava tutta la sua indignazione.
A nulla sono valse le rimostranze del malcapitato turista padovano che insultato e minacciato anche dai balordi della moto acquatica, si è visto costretto ad abbandonare la spiaggia. Che gente vergognosa! Che persone ignobili!
Caro Direttore, una volta Messina accoglieva i turisti con educazione e rispetto e chi veniva da noi conservava per sempre un bellissimo ricordo. Oggi i tempi sono cambiati! Il libero arbitrio, l’inosservanza delle leggi, la cultura dell’arroganza, la fanno ormai da padroni. Rivolgo pertanto all’avvocato di Padova, tramite il suo giornale, tutta la mia solidarietà, ricordando ai lettori che la città di Messina è stata distrutta non solo dai terremoti, ma anche dall’oltraggio dei suoi abitanti. Distruzioni quotidiane e prevaricazioni enormi, hanno oltrepassato ogni misura, cancellando la memoria e la cultura di uno dei luoghi più belli del Mediterraneo. E’ ormai risaputo che la maggioranza dei messinesi non rispettano la città, ma la maltrattano, la violentano, tutti i giorni, con i loro comportamenti, calpestando la dignità sociale, per mancanza di senso civico e per lo scarso rispetto delle leggi, tanto che il prevalere dell’arroganza ha ormai inabissato i valori di una città che credo costituisca l’unica comunità che ha distrutto ciò che restava del suo glorioso passato. Oggi a Messina siamo rimasti veramente in pochi a resistere, tra l’indifferenza e la vigliaccheria di quanti ignorano nella più completa apatia i gravissimi problemi che attanagliano la città.
Rinnovo dunque tutta la mia solidarietà all’avvocato di Padova ed alla sua famiglia, e a nome dei “veri messinesi”,  mi corre l’obbligo di porgere le più sentite scuse.

Cordialità
Emanuele Ferrara