Egregio Direttore,
molti messinesi si chiedono perchè il mercato del Muricello sia stato abbandonato a se stesso da molti anni a questa parte. L’unico mercato coperto della città, mette tristezza solo a guardarlo.
L’edificio, sorto nel 1948, in piazza La Corte Cailler, conserva ancora oggi le sue potenzialità mai pienamente sfruttate, neanche nel periodo d’oro tra gli anni 60 e gli anni 80. Di 14 che furono gli operatori, sono rimasti soltanto in 5. Eppure ci sarebbero le condizioni per ampliarlo, per renderlo moderno e funzionale, magari con una sopraelevazione che consentisse di ricavare altri locali che potrebbero ospitare i venditori del vicino mercato di S.Orsola, liberando così quello spazio davanti alla casa delle Ancelle Riparatrici e destinandolo a verde pubblico. Questo significherebbe riqualificare un intero quartiere, dotando la città di una struttura moderna e funzionale con notevoli vantaggi per gli operatori e per gli stessi consumatori. Inoltre liberando lo spazio dell’attuale mercato S.Orsola, si potrebbero ricavare numerosi parcheggi interrati, migliorando il flusso veicolare della zona, oggi notevolmente trafficata. Ma il Comune di Messina è sordo a queste tematiche, i cavilli burocratici delle leggi vigenti, impediscono il rilancio di questa importante struttura. Per il momento i progetti sono altri in questa città che vive di effimero e di apparenza con promesse mai mantenute. Recuperare un edificio “storico” pur se privo di qualunque pregio architettonico, creando opportunità di lavoro per commercianti e ambulanti rendendo l’area più funzionale, dovrebbe essere il compito prioritario di una sana e valida Amministrazione comunale, che pensa agli interessi dei cittadini, al loro bene comune, al miglioramento qualitativo della città alla sua crescita culturale ed economica. Invece purtroppo a Messina è molto più facile riempiersi la bocca annunciando opere faraoniche che non si faranno mai, anziché impegnarsi per migliorare i servizi quotidiani che sono e rimangono scadenti e a volte inesistenti. E intanto la città precipita agli ultimi posti nelle classifiche nazionali per qualità della vita, per servizi, e per infrastrutture, nell’indifferenza generale della stragrande maggioranza dei suoi abitanti che continuano nonostante tutto ad essere offesi e mortificati da una classe politica inetta e fallimentare che vive soltanto per trarne dei vantaggi di carattere personale, a scapito della città sempre più oltraggiata.

Cordialmente, Emanuele Ferrara