Egregio Direttore,
all’Infedele di Lerner, Gilberto Oneto, architetto giornalista e studioso dell’autonomismo padano, iscritto alla Lega di Bossi nel 1986 e conoscitore profondo del Carroccio fin dai tempi di Gianfranco Miglio, ha dichiarato che tra Bossi e Berlusconi esiste un “patto” firmato da un notaio, in virtù del quale i dirigenti del Carroccio non potranno mai ribellarsi al Cavaliere. Un patto risaputo da tutti nel partito e scritto in diversi libri.
Quel patto esiste e verrà rispettato fino alla morte! Ma quanto è costato l’accordo? Ingenti somme di denaro sono state versate da Berlusconi per saldare i debiti della Lega e per cancellare centinaia di querele che pendevano sul quotidiano leghista “La Padania”, quando titolava: ” Berlusconi, sei un mafioso”!  In prima pagina venivano pubblicate le foto di Riina, Brusca, Bagarella, Dell’Utri e Berlusconi! Bossi ha accettato il compromesso in cambio di denaro.
Ne è stata la prova quando nel 1998 alla Camera dei Deputati la Lega Nord votò contro la richiesta di arresto di Cesare Previti avvocato di fiducia di Berlusconi, recentemente condannato in appello. Poi ci sono stati tanti altri episodi in parlamento che hanno visto confermare la fedeltà di Bossi al Cavaliere, in ultimo la legge sul legittimo impedimento, cancellata a furor di popolo dal referendum. Ma il popolo leghista ha cominciato a lanciare alcuni segnali inequivocabili al partito di Bossi, sia nelle recenti elezioni amministrative, sia nei referendum e quando gli elettori leghisti cominceranno a rendersi conto che Bossi si è venduto al Cavaliere, verranno meno i legami di appartenenza a tal punto che la Lega si dissolverà e il suo sfacelo sarà inevitabile.
Un saluto da
Emanuele Ferrara