Pregiatissimo signor Direttore,
normalmente in democrazia quando una classe politica chiede ai cittadini di stringere la cinghia, fa qualche gesto per dimostrare di partecipare al sacrificio comune.
Negli Stati Uniti ad esempio, il presidente Obama ha congelato i salari dei suoi collaboratori ed ha annunciato la necessità di ridursi il suo. Il nostro governo invece, questa necessità non la sente! Anzi non la ha!
Per Berlusconi e compagni le priorità sono altre! E’ ormai evidente che egli vuole arrivare al 2013 nella speranza di poter continuare a difendere i suoi privilegi e quella della casta, magari cercando di condizionare i suoi processi. Il suo problema ormai non è il consenso degli elettori sempre più sfiduciati, ma di conservare quello della sua maggioranza. L’obiettivo è dunque corrompere i parlamentari e cercare di non creare malumori che possano mettere in crisi l’esecutivo. Almeno fino al 2013!
Ecco perché il governo non è intervenuto sui costi della politica! Intanto il debito pubblico ha toccato un nuovo record: 1897 miliardi di euro! In Francia durante la monarchia di Luigi XVI, si scoprì che il regno ogni anno spendeva 629 milioni e ne incassava appena 500. Questo dato alla fine portò alla rivoluzione e alla successiva decapitazione del re e di sua moglie Maria Antonietta.
Oggi, pur essendo felicemente certi che le teste dei nostri parlamentari resteranno in eterno attaccate ai loro colli, è impossibile fare a meno di sottolineare la stessa dinamica, tra quella lontana epoca storica e quanto sta accadendo in Italia. La misura è ormai colma! A pagare sono sempre le fasce più deboli!
Quanto durerà ancora la pazienza degli italiani?
Un cordiale saluto.

Emanuele Ferrara