Direttore carissimo,
a poco più di cento anni dal terremoto del 1908 che la distrusse quasi interamente, la città di Messina non riesce a tenere il passo delle altre città europee.
MessinaIl nobile passato che l’ha distinta dagli altri grandi centri siciliani, poco si intravede nel suo odierno tessuto urbano, socio-economico e culturale. Senza alcun dubbio,gli amministratori della città, nei tanti decenni trascorsi, hanno avuto gravi responsabilità ed i primi a pagare a caro prezzo servizi scadenti o inesistenti sono stati i messinesi che continuano a vivere male tra tanti disagi e sofferenze come quelle di vivere ancora nelle baracche. MessinaMi dispiace rimarcare le tante violenze subite, ma ignorarle o non denunciarle non credo sia la soluzione migliore per la nostra città. Ecco alcuni esempi che offendono maggiormente i cittadini messinesi:
1) il trasporto pubblico è quasi inesitente, di modesta qualità e in eterna agonia, ad un passo dal fallimento totale;
Messina2) l’inquinamento acustico, causato dall’eccessivo traffico e quello atmosferico non meno grave comincia ad essere veramente preoccupante se pensiamo che circa 120 persone all’anno muoiono a causa delle polveri sottili;
Messina3) il verde pubblico è così scarso, malcurato e degradato che ad esempio dentro Villa Dante, l’unico polmone verde della città, stanno costruendo un ampio parcheggio sotterraneo dove inevitabilmente convoglieranno tutti i giorni grossi quantitativi di gas di scarico e centinaia di macchine in entrata e in uscita;
Messina4) lo stato di molte strade cittadine intasate di macchine, non regge più l’intenso traffico che la conformazione della città lunga e stretta non può più sopportare. Nei villaggi la situazione è ancora peggiore a causa delle frane e degli smottamenti di terra;
5) il porto non è più come un tempo il centro commerciale di imbarco e di sbarco di merci, e si limita ad ospitare alcune grandi navi da crociera che solo di recente vi sostano poche ore al giorno per dar modo ai turisti di conoscere la città che non è affatto organizzata per accogliere questo tipo di turismo;
6Messina) le comunicazioni con il nord e il resto della Sicilia vedono la stazione ed il porto ferroviario di Messina sempre più declassati al punto che i treni e le navi traghetto diminuiscono costantemente con gravi disagi per i viaggiatori;
7) il lungomare e le spiagge cittadine su cui si estende tutta la città, fino agli anni 50 luoghi salubri e rilassanti, oggi sono in parte vietati alla balneazione, oppure occupati da costruzioni abusive o “sanate” che hanno eliminato o fortemente limitato l’accesso al mare con alcuni tratti di spiaggia del tutto impraticabili perchè troppo inquinati dagli scarichi fognari o utilizzate come discariche di rifiuti di ogni genere;
8) le piazze e i luoghi di ritrovo e di svago, sono sovente senza adeguati controlli e in condizioni che non sempre ne incoraggiano la sosta;
9) la mancanza di lavoro impoverisce Messina e le possibilità di occupazione diminuiscono costantemente. Le poche grandi aziende che ancora operano in città, chiudono o ridimensionano la loro attività;
10) la limitata vita culturale e artistica, estranea alla maggior parte dei cittadini, resta appannaggio di una ristretta èlite di messinesi;
11) l’insufficente e distorto senso civico di tanti messinesi che, indolenti, sporcano aiuole, strade, marciapiedi, sedili, piazze o attraversano la città a qualsiasi ora con stereo ad altissimo volume o parcheggiano le auto in doppia o tripla fila per non perdere pochi minuti alla ricerca di un parcheggio, contribuisce ad abbrutire ulteriormente la città, e offende i cittadini educati che sono sempre la maggior parte della popolazione;
12) l’appropriazione non autorizzata di marciapiedi e spazi pubblici soprattutto da parti di commercianti e gestori di pubblici locali è un atto di arroganza che offende il bene pubblico ed i cittadini.
Questo lungo elenco di ciò che non va, non vuole essere un gratuito e compiaciuto atto di accusa, ma un monito perchè immobilismo, abbrutimento, degrado, abbandono, inciviltà, non si procrastinino all’infinito, relegando stabilmente Messina nei bassifondi delle classifiche sulla qualità della vita.

Cordialmente, Emanuele Ferrara