Egregio Direttore,
se un giorno improvvisamente ci accorgessimo che la nostra città è pulita, che i cittadini rispettano e osservano le leggi, che i vandali non ci sono più, che non si parcheggia più in terza fila, che i cassonetti dei rifiuti sono chiusi, che i servizi pubblici funzionano a meraviglia, che le fognature sono state pulite, che le erbacce sono state tagliate dappertutto, gli alberi potati ed i giardini curati, che la tanto famigerata zona falcata è ritornata al suo antico splendore, che il quartiere di Maregrosso è stato finalmente bonificato, che le baracche sono state tolte e che al loro posto sono sorti giardini pubblici, parchi e spazi verdi, che le nostre colline sono state rimboschite, i nostri villaggi risanati, la Fiera riaperta tutto l’anno per accogliere il turismo da crociera, le periferie rianimate e ingentilite da luoghi di ritrovo per giovani ed anziani, se un giorno come d’incanto, tutto questo diventasse realtà, potremmo certamente parlare di “miracolo a Messina”. Se poi una nuova generazione di illuminati, riuscisse a promuovere lo sviluppo della città, rompendo la cappa dell’indifferenza  e ripensando alla rinasciata del lavoro, al rilancio della cantieristica navale, al turismo, all’attività portuale e magari al ripristino delle antiche scuole della lavorazione dell’argento, che molti artigiani praticavano prima del terremoto, allora si che potremmo parlare veramente di “miracolo a Messina”.
Cordialità

Emanuele Ferrara da Prato