Gentilissimo Direttore,
un’inchiesta del compianto Giuseppe D’Avanzo mette in risalto che tra consulenze, progetti e personale, fino ad ora il ponte è costato ai contribuenti oltre 424 milioni di euro.
La stessa Unione Europea, lo scorso giugno, ne ha bocciato la realizzazione, parchè l’opera non è ritenuta strategica per la viabilità. La notizia è stata nascosta dal governo per non creare ulteriori malumori e proteste nell’opinione pubblica, già duramente provata da una finanziaria a senso unico che colpisce ancora una volta le fasce più deboli della popolazione. Nonostante ciò la Regione Calabria ha appena stanziato 454 milioni di euro per finanziare i primi corsi di formazione professionale. In realtà, tra trivellazioni, progetti, e personale la spesa totale è destinata a raddoppiare. Eppure si continua a spendere senza ottenere risultati anche se ormai tutti gli osservatori più autorevoli sono convinti che l’opera non si farà. Un vero e proprio albero della cuccagna che ha distribuito soldi a destra e a manca, sperperando denaro pubblico e finanziando la macchina del clientelismo affaristico-mafioso.
Ora sappiamo che la UE ha bocciato il progetto del ponte sullo stretto, ma i suoi fautori non demordono. Nel frattempo sono stati spesi senza motivo milioni di euro per tenere in vita artificialmente la “Società Stretto di Messina“, per un’opera che non verrà mai realizzata. Il progetto è ormai morto, ma la rete affaristico-clientelare è sempre in piedi, pronta a distribuire lauti compensi, pagati ancora una volta dai cittadini calabresi e siciliani che aspettano da decenni uno sviluppo adeguato di un territorio che necessita urgentemente di strutture e di servizi.
Con sincera stima, Emanuele Ferrara