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Sit-in “Molto più di Zan”

Sit-in
la presa di coscienza di come la società, e non solo i giovani, sia avanti in fatto di civiltà e democrazia sostanziale rispetto la classe dirigente del Paese.

Oggi, anche a Messina, abbiamo avuto la conferma viva e palpabile della distanza abissale che persiste fra la società ed il vertice della politica.

 

 

 

Il Sit-in “Molto più di Zan” in Piazza Unità Europea convocato dopo la “crudele” bocciatura, senza dibattito e voto di merito, del ddl ZAN non è stata una iniziativa per elaborare una scottante sconfitta ma la presa di coscienza di come la società, e non solo i giovani, sia avanti in fatto di civiltà e democrazia sostanziale rispetto la classe dirigente del Paese.

 

 

Più delle parole sono le immagini ed i discorsi fatti in piazza a dare l’idea dello stato comatoso della nostra Democrazia ma anche della possibilità di una rinasciscita nel nome della fratellanza, della civiltà, del rispetto per se, per gli altri e per il paese che amiamo.

 

 

I rapresentanti di Partiti presenti in Parlamento

 

La “saldatura” fra le generazioni consapevoli

 

 

Duca di ArciGay: non abbiamo perso, andiamo avanti uniti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La adesione del  Partito democratico di Messina

«Le manifestazioni di piazza – spiega la vice segretaria Laura Giuffrida – dimostrano quanto il Parlamento sia scollato dalla realtà e quanto la società sia più avanti della politica, o almeno di quella politica che col voto segreto ha impallinato una legge di civiltà, urgente e necessaria. Il voto segreto ha protetto le scelte di alcuni senatori ma non può proteggerli dal giudizio che la coscienza dei cittadini ha già reso chiaro ed evidente. La piazza rappresenta l’argine a quella barbarie che l’esultanza da stadio di una parte del Parlamento ha consegnato visivamente al mondo ma che non ci rappresenta e la piazza deve essere il luogo dal quale le Istituzioni hanno il dovere di ripartire a difesa di valori che in una società democratica non sono negoziabili».

La Federazione sarà presente anche con un nucleo specifico del dipartimento “Parità, Pari opportunità, Diseguaglianze” con la neo coordinatrice Giusi Furnari che spiega «Non dare riconoscimento normativo specifico a una precisa pratica di aggressione verbale e intenzionalmente rivolta alla configurazione di azioni violente rivela l’esistenza di una volontà antidemocratica di dominio, il cui volto tristemente ha preso forma nella greve manifestazione festosa a cui abbiamo assistito in senato; manifestazione che mina gravemente l’autorevolezza delle Istituzioni ed è altamente diseducativa.

Nella convinzione che il paese è pronto a recepire in pieno la legge proposta; che le nuove generazioni, i più giovani in particolare, devono avere accesso alla realtà ben informati, in maniera corretta e senza pregiudizi, per non essere lasciati alla giungla dell’informazione selvaggia e dei social. Per tutto questo e altro ancora, il Dipartimento parteciperà alla manifestazione.

Lo spirito con cui parteciperemo non è di scontro improduttivo ma di dialogo e apertura verso chi ha altra convinzione, nella certezza che questi temi richiedono maturità culturale e consapevolezza morale, espressioni di una pratica di vita democratica alta e compiuta».

 




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