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76 anni fa il voto alle donne

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Ma per fare un Paese paritario e democratico non basta che le Donne votino!

Un giorno meraviglioso

76 anni fa come oggi, per la prima volta nella storia italiana, veniva riconosciuto il diritto di voto al mondo femminile.

Era il 1° febbraio 1945. Con il Decreto legislativo luogotenenziale 23 il Consiglio dei Ministri presieduto da Ivanoe Bonomi estendeva alle donne il diritto di voto, su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi.
Alle spalle una lotta dura, partita da lontano e che ha percorso una strada piena di ostacoli. Una conquista recente della nostra storia. Potevano esercitare questo diritto le donne con più 21 anni, tranne le prostitute schedate.

 

La prima concreta occasione arrivò un anno dopo, il 10 marzo 1946, con le elezioni amministrative per la ricostituzione dei Comuni. In questa occasione le elettrici non solo risposero in massa, tanto da far registrare l’affluenza femminile alle urne oltre l’89%, ma ottennero anche l’eleggibilità con il decreto n° 74.

 

La seconda chance fu il 2 giugno 1946, con il Referendum istituzionale Monarchia/Repubblica. Gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica, e votare contemporaneamente i rappresentanti all’Assemblea Costituente che avrebbe discusso la nuova Carta Costituzionale italiana. Su un totale di 556 deputati riuscirono ad essere elette 21 donne.

 

Alcune di loro divennero grandi personaggi, altre rimasero a lungo nelle aule parlamentari, altre ancora, in seguito, tornarono alle loro occupazioni. Tutte, però, con il loro impegno e le loro capacità, segnarono l’ingresso delle donne nel più alto livello delle istituzioni rappresentative”.

Fiere e con un’intensa passione politica fecero la differenza, anche se in netta minoranza rispetto ai colleghi uomini.

(Foto ANSA)

(NdR): Ma per fare un Paese paritario e democratico non basta che le Donne votino!

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