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Addio Macaluso, espressione di una sinistra vera e progressista. L’ultimo saluto

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Essere di sinistra ha avuto un senso perché ha migliorato la vita a milioni e milioni di persone. Ne è valsa la pena

“Essere di sinistra ha avuto un senso perché ha migliorato la vita a milioni e milioni di persone. Ne è valsa la pena”.

Emanuele Macaluso (Caltanissetta, 21 marzo 1924 – 19 gennaio 2021) è stato un politico, sindacalista e giornalista italiano.

Già iscritto al Partito Comunista d’Italia prima della caduta del Regime fascista, fu dirigente sindacale della CGIL. Iniziò la sua carriera politica nel 1951 come deputato regionale siciliano del Partito Comunista Italiano. Parlamentare nazionale per sette legislature (1963-1992), fu anche direttore de l’Unità dal 1982 al 1986 e ultimo direttore de Il Riformista dal 2011 al 2012.
Quando il PCI si sciolse, aderì al PDS e poi lasciò la politica attiva.
E’ deceduto ieri notte all’età di 96 anni.

Sottolinea Concetto Vecchio su La Repubblica:

“Ogni mattina si svegliava alle sei, leggeva il pacco di quotidiani comprati all’edicola della piazza di Testaccio, quindi, dopo la passeggiata sul Lungotevere, dettava all’ex giornalista dell’Unità Sergio Sergi (messinese, n.d.r) il commento scritto a mano sul tavolo della cucina.

Sergi lo postava materialmente sulla pagina Facebook Em.Ma in corsivo . Una rubrica di successo.

 

 



A Macaluso però non importavano i riscontri. Non aveva nemmeno un computer.


Se non scrivo i miei pensieri mi sento morire”, mi disse una volta, seduto nel salotto del piccolo appartamento ingombro di libri.

“Togliatti una volta mi spiegò: un uomo politico che non scrive è un politico dimezzato”.

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