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Amministrative, l’affondo di Germanà: “Croce non solo non è vincente ma nemmeno competitivo”

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L'esponente della Lega non risparmia critiche nemmeno alla sua coalizione che definisce "confusa", considera la candidatura di Croce "divisiva" e attacca Picciolo e Genovese

Il Centrodestra ancora annaspa e all’orizzonte non si vede il sereno, non se questo vuol dire candidatura unitaria.
Al contrario, sembra perdere pezzi.

Dopo giorni di silenzio (se non per la richiesta effettuare la tornata elettorale in due giorni e non solo la domenica) è tornato a parlare l’esponente della Lega Nino Germanà che, non solo non arretra di un passo rispetto alla decisione di non sostenere la candidatura di Maurizio Croce, ma ribadisce la possibilità di scendere in campo e non ha parole tenere nei confronti della sua stessa coalizione.

Ad innescare la reazione di Germanà, l’ennesimo invito, arrivato questa volta da Pippo Isgrò, a fare un passo indietro per l’unità del Centrodestra.

“L’invito all’unità non lo devi fare a me, perchè io sono quello che ha sempre cercato l’unità”, è stata la risposta secca dell’esponente della Lega, risposta affidata ad un video di dodici minuti, pubblicato sul suo profilo Facebook.

“Io non volevo nemmeno mettere in piedi questa candidatura in realtà – ha confessato Germanà – ma quando ho visto che il Centrodestra non riusciva a partorire un nominativo forte e credibile, che potesse affrontare una campagna elettorale e che avesse almeno qualche possibilità per essere competitivo rispetto agli altri candidati,  ho maturato la decisione di dare la mia disponibilità”.

“Divisiva la Candidatura di Croce” – Per Gemanà è quella di Croce ad esser una candidatura divisiva, perchè frutto della una fuga in avanti di quattro partiti su undici presenti al tavolo della coalizione.

“Non comprendo – ha detto – perchè in tanti, in questo periodo, stanno pensando che sono io a rompere le uova nel paniere. Maurizio Croce è un amico, una persona perbene e un bravo tecnico, ma non lo ritengo, non semplicemente un candidato vincente ma nemmeno competitivo”.

La ragione, secondo l’esponente della Lega, è semplice: “Croce non vive a Messina e lavora a Palermo, non c’entra niente con Messina, se non per le sue origini. Anche di me hanno detto che non c’entro niente con Messina, perchè la mia famiglia è di Brolo, cosa di cui vado fiero. Ma io sono nato qui, ho frequentato qui la scuola e l’Università, vivo qui. Questa è la mia città”, ha detto Germanà registrando il video da Torre Faro, proprio sotto il Pilone, quasi a ribadire la sua “messinesità”.

“Io, ancora disponibile” – E poi la conferma: “Queste sono le motivazioni della mia candidatura, che è ancora in piedi. Questo invito all’unità non lo posso raccogliere, perchè non è a me che va indirizzato, ma a chi ha spaccato il tavolo del Centrodestra e ha proposto un ex assessore del governo Crocetta. Siamo andati fuori binario abbiamo perso il buon senso”.

Forse non caso, ieri, sempre sul suo profilo Facebook, Germanà aveva pubblicato, la sua foto insieme a quelli di Croce, Franco De Domenico e Fedrico Basile, quasi a voler indicare il quartetto delle candidature in campo (a cui ovviamente si aggiungono quella di Gino Sturniolo e Salvatore Totaro), includendo la sua.

L’attacco a Picciolo e Genovese – Per Germanà, quindi, è tutta la coalizione ad essere sulla strada sbagliata, ma, al tempo stesso, il parlamentare non lesina attacchi diretti. Il primo obiettivo è il leader di Sicilia Futura, che definisce “il mio amico”, Beppe Picciolo.

“Beppe Picciolo viene dal Centrosinistra, è stato nel Pd e poi in Sicilia Futura. Alle ultime elezioni regionali ha sostenuto il candidato del Centrosinistra, poi è passato nel Centrodestra, ed io ne sono felice. Però, l’anomalia è che vuole dettare le regole, imponendo il suo candidato. Stiamo deragliando. E’ come se io, che ho sempre militato nel Centrodestra, passassi al Centrosinistra e, al tavolo con De Domenico, Navarra, D’Uva, Zafarana e Accorinti, invece di dare il mio contributo da ultimo arrivato, imponessi, ad esempio, la candidatura di Santi Formica (più volte deputato e assessore regionale del Centrodestra, ndr), dicendo che tutti sono incapaci di trovare un candidato. Da noi è successo questo. e nessuno si è indignato, tranne me”.

“Centrodestra confuso” – E poi l’affondo: “Il Centrodestra è confuso, io ho cercato di far ritrovare la via. Poi qualcuno ha posto un veto alla mia candidatura (il riferimento è chiaramente a Francantonio Genovese anche se non è mai nominato, ndr), il solito che ha sempre governato la città dal Centrosinistra o dal Centrodestra. E noi dobbiamo sottostare. Francamente mi sono rotto, non voglio sottostare a nessuno, preferisco dire di no. Avrei preferito fare una campagna elettorale da uomo libero, senza compromessi perchè la dignità non si compra e io non mi faccio comprare”.

“La tentazione De Luca”

Lo sfogo di Germanà non è sfuggito a Cateno De Luca (ultimamente in aperto corteggiamento a Salvini), che gli ha ricordato, in maniera alquanto colorita e ammiccante, di essere “ancora in tempo”. Ma non sembra, stando alla risposta di Germanà che, almeno al momento, possa esserci intesa.




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