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Amministrative, Prima l’Italia (Lega) non segue Germanà. A Messina sosterrà Maurizio Croce

lega
I rappresentanti messinesi di Lega- Prima l'Italia si smarcano da Nino Gemanà, che sosterrà Federico Basile alle prossime comunali. Il loro candidato è Maurizio Croce

A Messina, Lega-Prima l’Italia, sosterrà Maurizio Croce.

La serenata di Cateno De Luca sarà servita a dare una “scena” al patto con Nino Germanà per il sostegno a Federico Basile, ma non ha toccato le corde, molto meno malleabili, del suo partito..

E dopo che il segretario regionale Nino Minardo ha chiarito che la posizione di Germanà era a titolo personale ed ha sollevato dall’incarico, a stretto giro, la commissaria provinciale Daniela Bruno, che aveva sostenuto pubblicamente il deputato leghista, oggi tocca ai rappresentanti messinesi prendere le distanze.

“Il limite del sopportabile, che porta a questa comunicazione, è stato superato quando l’ormai ex candidato sindaco di PRIMA L’ITALIA (Nino Germanà, ndr) ha inteso, a titolo non personale, ma parlando a nome di tutti (senza ovviamente averne ottenuto il placet preventivo), virare su posizioni esterne al perimetro del centrodestra. Come già notificato ai vertici regionali, i firmatari non sono in condizione di avallare e sostenere tale posizionamento, per il semplice e ineludibile ostacolo costituito dal fatto di sentirsi saldamente ancorati, per idee politiche e scale valoriali, alla coalizione di centrodestra, non volendo in alcun modo rinnegare tali idee e valori solo per assecondare i capricci di chi ha ricevuto i no degli alleati e tenta con ogni stratagemma di fuggire al confronto elettorale interno al partito”.

A firmare la nota sono il barcellonese Antonio Catalfamo, capogruppo di Prima l’Italia all’Ars; Nino Beninati, coordinatore cittadino di Messina; Dino Bramanti, capogruppo comune di Messina; Carmelo Torre Barbera, vice-coordinatore provinciale; Giovanni Bucalo, consigliere di V circoscrizione; Giovanni Celi, consigliere VI circoscrizione; Roberto Cerreti, Ciccio Curcio, Tanino Caliò, Peppuccio Santalco.

Toni duri, quelli usati dagli esponenti leghisti, che non risparmiano critiche all’intera gestione della scelta del candidato: “Lamentiamo, purtroppo – scrivono – una totale assenza di condivisione rispetto alle scelte e strategie adottate, soprattutto con riferimento all’individuazione del candidato sindaco di bandiera, mai passata attraverso una anche minima fase di concertazione con quanti, all’interno del partito, avrebbero dovuto sostenerla e avallarla, tanto in città quanto in provincia”.

Germanà, del resto, non demorde e, dalla sua pagina Facebook, con il simbolo di Prima l’Italia in bella vista, rilancia: “Per scrivere una pagina di storia bisogna osare. Chi pecora si fa, lupo se lo mangia”.

Ma la decisione dei leghisti messinesi, aspettando la posizione ufficiale della segreteria regionale del partito, è presa.

“A un mese e mezzo dal voto – annunciano – animati da spirito di lealtà e collaborazione, abbiamo ritenuto indifferibile e necessario comunicare alla dirigenza regionale il nostro totale dissenso rispetto a quanto finora verificatosi, mettendola inoltre a conoscenza che la condotta che desideriamo tenere, in un’ottica di linearità politica, è il sostegno al candidato sindaco del centrodestra Maurizio Croce”.

Di seguito, la nota integrale.

Dopo settimane di pazienza, prudenza e responsabilità si sente la necessità, da parte dei sottoscritti, di esternare il nostro punto di vista rispetto alle vicende che hanno contraddistinto PRIMA L’ITALIA durante le trattative per la formazione delle alleanze in vista delle amministrative che, a Messina, porteranno all’elezione del sindaco della città e della città metropolitana.
Lamentiamo, purtroppo, una totale assenza di condivisione rispetto alle scelte e strategie adottate, soprattutto con riferimento all’individuazione del candidato sindaco di bandiera, mai passata attraverso una anche minima fase di concertazione con quanti, all’interno del partito, avrebbero dovuto sostenerla e avallarla, tanto in città quanto in provincia.

Ciononostante, finché questa proposta è rimasta nel perimetro del centrodestra, abbiamo fatto buon viso a cattivo gioco, per amore di partito, pur essendo la figura individuata come potenziale sindaco divisiva non solo per gli alleati, come più volte da loro stessi rappresentato, ma addirittura all’interno di PRIMA L’ITALIA. Nemmeno le continue e scomposte comunicazioni autoreferenziali del candidato sindaco, susseguitesi nelle ultime settimane, spesso lesive dell’onorabilità degli alleati del centrodestra, e pertanto potenzialmente idonee a scalfire i buoni rapporti con questi ultimi, rei evidentemente di non averlo sostenuto, sono state frutto di preventivo avallo, bensì di estemporaneità e di un protagonismo sempre più incurante del rispetto verso la base del partito.
Il limite del sopportabile, che porta a questa comunicazione, è stato superato quando l’ormai ex candidato sindaco di PRIMA L’ITALIA ha inteso, a titolo non personale, ma parlando a nome di tutti (senza ovviamente averne ottenuto il placet preventivo), virare su posizioni esterne al perimetro del centrodestra.

Come già notificato ai vertici regionali i firmatari non sono in condizione di avallare e sostenere tale posizionamento, per il semplice e ineludibile ostacolo costituito dal fatto di sentirsi saldamente ancorati, per idee politiche e scale valoriali, alla coalizione di centrodestra, non volendo in alcun modo rinnegare tali idee e valori solo per assecondare i capricci di chi ha ricevuto i no degli alleati e tenta con ogni stratagemma di fuggire al confronto elettorale interno al partito.

A un mese e mezzo dal voto, animati da spirito di lealtà e collaborazione, abbiamo ritenuto indifferibile e necessario comunicare alla dirigenza regionale il nostro totale dissenso rispetto a quanto finora verificatosi, mettendola inoltre a conoscenza che la condotta che desideriamo tenere, in un’ottica di linearità politica, è il sostegno al candidato sindaco del centrodestra Maurizio Croce. In applicazione del più volte recentemente sancito criterio di autodeterminazione dei territori, si evitino forzature innaturali che costituirebbero una irrecuperabile, palese ed iniqua, oltre che autolesionista e distruttiva, discriminazione ai danni della spina dorsale del partito nel territorio della provincia.

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