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Amministrative, tempi lunghi per il Consiglio e dubbi sul premio di maggioranza

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Si parla di un'altra settimana per fare chiarezza sui voti del civico consesso, mentre, sul tavolo di Bonazinga quattro memorie contestano il premio di maggioranza a Basile

Quinto giorno di lavoro per l’Ufficio elettorale centrale a Palazzo Zanca e, per il momento, non si vede la fine. L’organo collegiale che sovrintende alle operazione di voto e di scrutinio, si è insediato martedì scorso. Ma, quella stessa sera, evidenziando la “squadratura” di 73 sezioni, ovvero la mancata coincidenza tra il dato dei votanti e quello dei voti, ha fatto capire che, anche questa volta, lo spoglio a Messina si sarebbe protratto oltremisura. Così è stato. Anzi, così è.

Se, in poco più di 24 ore di lavoro serrato, l’Ufficio è riuscito a venire a capo dei voti per il candidato sindaco, consentendo la proclamazione di Federico Basile giovedì, per la proclamazione dei consiglieri la strada è più tortuosa. Prima c’è la verifica dei voti di lista, poi quella sulle preferenze, per tutte le sezioni. Gli errori e le mancanze macroscopiche riscontrate nella prima fase, come verbali consegnati totalmente in bianco, adesso sembrano essere addirittura maggiori. La perplessità che si leggeva sui volti degli addetti alla verifica nei primi giorni, da ieri è diventato sconcerto. E lo stesso presidente dell’Ufficio centrale, il giudice Corrado Bonazinga, capace di tenere i nervi saldi per giorni, è sembrato perdere la pazienza in un paio di occasioni. Dopo, toccherà alle Circoscrizioni. Oggi l’Ufficio terminerà il suo lavoro alle 12.30, per poi riprendere lunedì.

Ma sul tavolo del presidente Bonazinga è arrivata un’altra grana. Da ieri, infatti, sono quattro le memorie, depositate dai rappresentanti dei partiti, contro l’attribuzione del premio di maggioranza a Federico Basile, dalla parte del quale sembrava propendere la bilancia, anche nei commenti di chi era rimasto fuori dai giochi.

Ma, per primi Partito Democratico e Fratelli d’Italia e, a seguire, Ora Sicilia e Forza Italia hanno contestato l’assegnazione dei venti seggi alle liste di Basile.

La materia è spinosa e, come spesso accade, gioca molto sull’interpretazione della legge.

La lettura del dato che ha fatto dire a De Luca, ma non solo a lui, che il premio di maggioranza spetta a Basile, prende in considerazione solo le liste che hanno superato la soglia di sbarramento del 5%, considerando come base su cui il calcolare il famoso 40% la somma dei voti di quelle liste.

Provando a dare una spiegazione molto elementare, sommando i voti validi delle otto liste sopra il 5% (due del centrosinistra, tre collegate a Basile e tre del Centrodestra), e mantenendoci sul numero di sezioni scrutinate ufficialmente indicate alle 14,36 di ieri sul sito del Comune (238 su 253), otteniamo un totale di 62938 voti. Di questi, le preferenze espresse per le liste di Basile, ammontano a 28316, ovvero (basta fare un rapido calcolo) il 44,9%. E il premio di maggioranza sarebbe abbondantemente raggiunto.

Gli oppositori, invece, sostengono che la base del calcolo percentuale è totalmente sbagliata. E lo fanno citando la legge regionale n. 35 del 1997, richiamata dal vademecum dell’Assessorato regionale alle Autonomie locali, nella parte in cui afferma che “qualora la lista o il gruppo di liste collegate al candidato proclamato eletto alla carica di Sindaco non abbia conseguito almeno il 60% dei seggi di consigliere comunale assegnati al Comune e abbia superato il 40% dei voti validi riportati da tutte le liste o gruppi di liste in tutte le sezioni del Comune…il Presidente dell’Ufficio Centrale procede, a norma dell’art. 4, co. 6, della legge 16 regionale n. 35/97, all’assegnazione a detta lista o a detto gruppo di liste del 60% dei seggi spettanti al Comune”. Ad avvalorare questa interpretazione c’è anche il precedente delle elezioni di Milazzo del 2020, in cui il premio di maggioranza è stato assegnato su questa base.

Ma cosa vuol dire? Tornando al calcolo elementare, ad essere presi non considerazione, in questo caso, non sono solo i voti delle liste che hanno superato lo sbarramento, ma i voti di tutte le liste. Che, nel nostro caso, (sempre considerando le attuali sezioni scrutinate), sommati, ammontano a 87874. E sarebbe questa la base su cui assegnare la percentuale delle preferenze delle liste di Basile, ma non di tutte, solo di quelle 3 che hanno superato la soglia di sbarramento. Con l’obiettivo, spiegano i ricorrenti, “di conciliare simultaneamente i due valori richiamati (rispetto della volontà popolare e valorizzazione della miglior offerta politico-amministrativa)”. Preferenze che, per l’appunto, risultano essere 28316, come detto nella prima ipotesi. Ma questa volta, dovendo fare il calcolo su un valore numerico più alto, la percentuale è molto ridimensionata. Se passasse questa interpretazione, infatti, il dato, al momento, si attesterebbe sul 32,2%. E il premio di maggioranza salterebbe.

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