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Attori, sportivi, business man: i vip legati al gioco

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Numerosi vip approfittano proprio dell’anonimato di Internet per giocare liberamente, lontani dalle luci dei riflettori

Il gioco, un’attività che spesso viene vista come un tabù, ma che da decenni coinvolge ormai molte più persone di quante si possa immaginare. Anche alcune celebrità non sono riuscite a resistere all’attrazione del tavolo verde, non ponendosi troppo problemi a rendere pubblica la loro passione per la roulette o per i giochi di carte. Tra i vip col vizio del gioco non mancano grandi attori di Hollywood: basti pensare che Leonardo DiCaprio aveva approcciato al poker girando “Titanic” per poi iniziare a giocarci anche nella vita reale. Chi vuole informarsi sugli errori dei giocatori del blackjack chieda invece a Ben Affleck, cacciato in malo modo da un casinò per aver contato le carte davanti a tutti. Insomma, essere famosi non significa necessariamente godere di trattamenti di favore.

Tra gli attori italiani è stato soprattutto Adriano Celentano a far parlare di sé per il suo legame con il gioco: memorabile fu la sua interpretazione in “Asso”, dove si calò nei panni di un esperto di poker pronto a sfidare chiunque. Molti altri, invece, preferiscono l’anonimato e vivere più privatamente il proprio hobby, per paura del gossip e dell’opinione mediatica. Una remora che tra i vip interessa soprattutto gli sportivi, costantemente con quella responsabilità di essere da esempio per i giovani. Come Tiger Woods, Michael Jordan sarebbe stato pizzicato ai tavoli di blackjack una trentina di anni fa, poi si sarebbe dedicato alle scommesse sul golf. Il tennista Boris Becker, invece, preferiva il mondo del poker, dove tentò un’improbabile carriera professionistica.

Tra i calciatori è indubbiamente Gianluigi Buffon ad aver legato maggiormente il proprio nome alle attrazioni da casinò, in particolare al poker, facendo anche da testimonial per alcune iniziative pubblicitarie. Non è chiaro se l’ex portiere della Juve continui ancora a giocare, ma ciò che è certo è che la passione per il gioco è coincisa con un periodo travagliato della vita dell’uomo, che è stato sul punto di cadere in depressione. Più di recente è stato l’ex Roma Radja Nainggolan a balzare agli onori delle cronache, avendo contratto un cospicuo debito con il casinò di Lugano. Anche Arturo Vidal, oggi in forze all’Inter, è un assiduo giocatore, che predilige perlopiù i tornei internazionali di poker.

Se si parla di business man e di uomini d’affari, sono parecchi gli uomini che hanno segnato la storia del casinò. A partire da Donald Trump, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, anche se proprio l’anno scorso il Trump Plaza ad Atlantic City è stato demolito perché da tempo in stato di abbandono. James Packer ha fatto fortuna partendo dall’Australia, Lorenzo Fertitta ha ereditato insieme al fratello le attività del padre che già riguardavano il settore dell’intrattenimento. Steve Wynn e la moglie Elaine, invece, sono tra i fautori della trasformazione della Las Vegas Strip.

Nel terzo millennio la cultura del gioco sembra cambiata e con la comparsa delle piattaforme digitali non fa nemmeno più notizia sapere di orde di giocatori pronti a radunarsi a qualunque ora al tavolo verde, seppur virtuale. Numerosi vip approfittano proprio dell’anonimato di Internet per giocare liberamente, lontani dalle luci dei riflettori. Si potrebbe parlare di un vero e proprio fenomeno sociale, ma ad ogni buon conto le attitudini della vita di sempre e l’estrazione sociale non fanno testo davanti a un croupier e non aiutano a realizzare una scala reale. Quando ci si ritrova con le carte in mano, siamo tutti uguali.

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