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Cellulari sì o Cellulari no?

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Evitare l’autodipendenza ed educarsi per educare.

Con l’inizio dell’anno scolastico, una domanda è pertinente: A scuola Cellulari sì o Cellulari no?

Quando si parla di cellulari si tocca uno dei tanti tasti scottanti dell’era moderna. Il mondo dell’informatica si è evoluto sempre di più, così il cellulare è divenuto la più indispensabile ombra della società. Con un tic si è vicini. Si accorciano migliaia e migliaia di distanze. Come usarlo? Quanto? Chi e come? 

È stato il Ministro dell’istruzione con Dir. del 15 Marzo 2007 a vietare l’uso del cellulare a scuola.

Le istituzioni in Italia, sull’uso a scuola, hanno esplicito divieto durante le lezioni. Sembrerebbe difficile considerare l’idea che ragazzi, siano disponibili a non usarlo ogni giorno e per tante ore scolastiche. Il cellulare, loro inarrestabile amico e fratello, la mattina li sveglia e la sera è l’ultimo a dare la buonanotte. Questo “gnomo furbo”, tuttavia, durante le lezioni, rende impossibile lo svolgimento serio delle lezioni. Si potrebbe considerare il fatto che nelle scuole potrebbe essere adoperato per fini didattici. Sarebbe questo il  risultato utile all’insegnamento e non un oggetto di distrazione.

Poiché gli allievi non sempre ne sanno fare buon uso, sarebbe opportuno lasciarlo in disparte durante quelle lunghe, sconfinate ore. Persino il Papa ha usato una terminologia di pericolosità per i giovanissimi dello smartphone. Sono gli studi approfonditi degli scienziati, che rivelano che potrebbe disattivare le aree cerebrali del controllo. Lo smartphone si trasforma in uno strumento che dà, perciò, dipendenza. Usato dai ragazzi, più piccoli e tra i 12/14 anni, per videogiochi, si rivelerebbe la forma più pericolosa di dipendenza. Davanti allo schermo il cervello si attiva compensatorio: non si stacca finché non si arriva al risultato. Nessun ragazzo riesce a smettere da solo. I genitori: cosa possono fare? Mettere dei limiti. La fiducia non può basarsi se non sulle regole educative.

E poi…Video e giochi, chat, Facebook e Instagram.

Quante ore instancabili virtuali! Il cellulare è quella bolla di sapone con dentro gli adolescenti. Per  tanti ragazzi è difficile staccarsi dall’abitudine e dalla dipendenza del mondo virtuale. Molte le  ore al giorno “piazzati” a chattare. A volte i genitori si sentono più sicuri dei figli, a cui regalando in età scolare il cellulare, possano avere la certezza che siano super controllati.. Ma stanno davvero bene in compagnia dello “gnomo furbo”? Educarsi per educare. Occorrono regole: non più di un’ora al giorno e senza superare le due ore. Regola fondamentale: Staccarlo alla sera per evitare i disturbi del sonno. Certamente seguire determinate norme presuppone una grande dose di buona volontà. È tuttavia fondamentale pensare ad una scuola, dove gli allievi verranno ricompensati da ottimi voti, gusto prelibato di ogni buon studente. Forse una soluzione-ricompensa, dettata dal sacrificio della non gestione personale del cellulare in quelle ore. Solo genitori e insegnanti  in sintonia con la loro magistrale fermezza potranno pensare di aver centrato l’obiettivo. È sempre vera la massima di Giovenale: Mens sana  in corpore sano.

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