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Conversazione con l’artista Demetrio Scopelliti

Demetrio Scopelliti
Demetrio Scopelliti non ama definirsi artista

Demetrio Scopelliti non ama sentirsi definire artista: è troppo, a suo dire; troppo altisonante questa definizione che, di solito si applica ai grandi nomi del panorama pittorico e scultoreo dei tempi passati.

 

 

 

Apre le porte del suo studio con la semplicità di chi accoglie una vecchia amica con cui sa di poter condividere i propri pensieri.

Non ama i riflettori, preferisce chiacchierare amabilmente davanti alle sue tele, che ci mostra una ad una, dalla più recente alla più datata.

Demetrio Scopelliti è un fiume in piena, di parole e di emozioni. Stupisce il modo in cui osserva le sue “creature“: mai appagato dalla compiutezza, è un artista in continuo divenire che si lascia guidare dall’opera stessa.

Conversa quasi con l’opera che ha di fronte a sé, e, al tempo stesso, consente allo spettatore di interpretare quei “passaggi di tempo“, come direbbe Fabrizio de André, trasposti su tela.

Difficile definire la sua tecnica. Ad un passato da pittore realista (figlio della realtà urbana) si contrappone un “oggi” caratterizzato da una forte componente di astrattismo alla ricerca del dettaglio, perché è il continuum il suo leitmotiv: la pennellata emana libertà di espressione, svincolata da etichette troppo omologanti.




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