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“Decadenze” di Steven Berkoff

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Versi così necessari, così incisivi che, se pensati, se vissuti, se scanditi in azioni e reazioni dagli attori, diventano l'unica "scenografia" possibile

Le cattive condizioni climatiche che la settimana scorsa hanno investito Catania e provincia hanno costretto diverse produzioni artistiche a rinviare le date dei loro eventi.

Per la città, dopo le varie chiusure dovute alla pandemia, questo nuova e inaspettata pausa è stata una difficile battuta d’arresto che per fortuna sembra essersi già sbloccata.

Il debutto nazionale di “Decadenze” di Steven Berkoff diretto da Giovanni Arezzo e prodotto da MezzARIA Teatro, che si sarebbe dovuto tenere domenica 31 ottobre alle ore 21.00 nella Sala Futura del Teatro Stabile, è stata infatti rimandata al 20 novembre.

 

Lo spettacolo, che vedrà protagonisti gli attori Francesco Bernava e Alice Sgroi, è stato premiato nell’ambito del premio Catania Premia Catania assegnato dallo Stabile, la cui giuria era composta da Laura Sicignano, Raffaele Marcoccio, Filippa Ilardo, Simona Scattina e Stefania Rimini.

Questa la motivazione del premio: “Merito del progetto di Giovanni Arezzo è quello di allargare lo sguardo alla drammaturgia contemporanea europea. La particolare qualità drammaturgica – scrive la giuria – allo stesso tempo, violenta ed evocativa, fanno di questo testo un perfetto banco di prova sia per le capacità attoriali che registiche, fornendo tutti i registri, dall’invettiva, ai giochi di parole, al linguaggio denso e ricco, a quello scabro e violento”.

“Decadenze parla della direzione che stiamo prendendo, tutti, a velocità folle e senza rendercene conto sfrenata. Parla inoltre, indirettamente, del valore del Teatro, come unico Luogo all’interno del quale possiamo riuscire a guardarci allo specchio”, spiega il regista Giovanni Arezzo.

Secondo Arezzo:”I personaggi di “Decadenze” sono personaggi pieni, parossistici, eccessivi, in tutto: amano ln modo eccessivo, odiano in modo eccessivo, e così parlano, mangiano, scopano, fumano, bevono, soffrono, si vestono, si mentono, urlano, ridono, rischiano, dimenticano, rivendicano.
Eccessivi nel desiderio, eccessivi nelle azioni, eccessivi nelle conseguenze’, eppure, così piccoli e così simili a noi, nostro malgrado”.

L’autore inoltre intorno alla scelta degli attori e del testo ha voluto precisare:”A interpretare i quattro personaggi di “Decadenze” saranno soltanto due attori. Nel mio caso, sono con me in questo viaggio Francesco Bernava e Alice Sgroi, che in un gioco di deliri visivi e acustici di frenesia e silenzi, spostano gli occhi dello spettatore a spiare ora Steve ed Helen e ora Les e Sybil: i personaggi dell’opera.
I versi, perché “Decadenze” è scritto in versi separati l’uno dall’altro dallo slash, con la loro identità linguistica, ricercata e mai banale, fine anche nelle volgarità e nelle bassezze, la complessità sintattica, la scansione metrica, riempiono ogni tipo di spazio, in maniera tale che ho voluto che fossero l ‘unico elemento su cui costruire questa storia.

Versi così necessari, così incisivi che, se pensati, se vissuti, se scanditi in azioni e reazioni dagli attori, diventano l’unica “scenografia” possibile.

Il nostro lavoro, dopo uno studio profondo del testo di Berkoff, è stato quello di creare un immaginario comune a noi tutti, che andasse dal luogo dove si svolge l’azione a tutto ciò che riguarda la biografia dei personaggi, andando a zoommare sulle relazioni che intercorrono tra loro, sulle aspettative, sulle volontà, sulle (non) prospettive, sugli incidenti.

A questo abbiamo affiancato uno studio minuzioso sul suono del verso, sulle rime, sulle assonanze, sulle pause, cercando di restituire la musicalità che senz’altro ha il testo in lingua originale, e che può avere anche in italiano grazie alla splendida traduzione di Giuseppe Manfridi e Carlotta Clerici”.

 




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