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Deposito GNL a Pistunina, Mega: “Basta mistificazioni, non è un rigassificatore”

Deposito GNL a Pistunina_MessinaWebTV_Ambiente
Il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale di Messina, Mario Mega, risponde agli attacchi sul deposito di gas naturale liquefatto e precisa: "Non è un rigassificatore, Basta alle mistificazioni".

“Perchè attaccare il progetto di un deposito di GNL dicendo che è un rigassificatore? A chi da fastidio il processo avviato per la riqualificazione del waterfront nord di Messina? Chi è che risponde a logiche politico-affaristiche?”.

Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Messina, Mario Mega, non ci sta a farsi coinvolgere nell’agone della campagna elettorale. L’ultimo obiettivo è il progetto del deposito di Gas naturale liquefatto che potrebbe sorgere a Pistunina. Anche se, in realtà, come ha spiegato Mega, “si tratta solo dell’individuazione del sito”. Ieri è finito nelle mire del candidato Federico Basile.

L’ATTACCO DI BASILE

“L’Autorità di Sistema Portuale di Messina, a guida Cinquestelle ha detto – vuole aggiungere un altro schiaffo alla nostra città. Noi non lo permetteremo”.

LA PREOCCUPAZIONE DI STURNIOLO

Ma anche Luigi Sturniolo, ha annunciato l’opposizione del movimento Messina in Comune, esprimendo preoccupazione soprattutto per l’alta densità abitativa della zona.

NESSUN RIGASSIFICATORE

“In queste prime settimane di campagna elettorale a Messina – ha detto Mega, in un lungo sfogo sulla sua pagina Facebook – ci sono stati alcuni attacchi al sottoscritto ed alla AdSP dello Stretto sia per l’intervento di realizzazione del deposito di GNL a Pistunina che per il processo avviato per il waterfront nord tra il torrente Boccetta ed il torrente Annunziata”.

“Si può essere contrari alla realizzazione del deposito di GNL – ha chiarito – ma spacciarlo per un rigassificatore (che è impianto ben più pericoloso e che stanno progettando in altri porti sia della Calabria che della Sicilia, ma non in quelli dello Stretto) è quanto meno poco corretto sperando che si tratti solo di cattiva informazione e non di scelta voluta per alimentare inutili allarmismi”.
“Ritenendo che ci sia stato un difetto di conoscenza precisiamo – ha spiegato – che un rigassificatore serve per trasformare il GNL che arriva allo stato liquido in gas da immettere nei metanodotti urbani che poi servono le abitazioni e le industrie. Il passaggio del gas dallo stato liquido allo stato gassoso è una attività industriale molto delicata che comporta misure di sicurezza molto spinte. Noi non abbiamo nemmeno preso in considerazione questa ipotesi come si può ricavare dallo studio di fattibilità che è liberamente consultabile”.

“Il deposito di GNL, invece, non è niente più che un grande distributore di carburanti con dei serbatoi dove il GNL arriva allo stato liquido, viene conservato sempre allo stato liquido per essere poi distribuito, sempre allo stadio liquido, con piccole navi o con autocisterne per l’alimentazione di navi e mezzi pesanti che hanno motori che vengono alimentati direttamente con quel carburante liquido senza necessità di preventiva trasformazione in gas aeriforme. Il livello di rischio è totalmente differente perchè si tratta di attività completamente diverse”.

OPZIONE ZERO

“Ci sono comunque delle norme tecniche di sicurezza da rispettare e certamente tutti gli Enti coinvolti nel processo autorizzativo ed in prima battuta anche lo scrivente saranno più che attenti che questo accada.
Ho già precisato – ha aggiunto – nel corso dell’incontro pubblico di presentazione dell’intervento, che è prevista anche l’opzione “zero” e cioè che il deposito non si realizzi se il progetto finale non otterrà tutte le autorizzazioni previste per legge”.

IL RISPETTO PER LA SICUREZZA E L’AMBIENTE

“Qualcun altro – ha proseguito – ha sollevato il problema dell’accesso all’area con viabilità non adeguate. Anche su questo vorrei rassicurare tutti. Nel quadro economico preliminare, cui i partecipanti alla gara dovranno uniformarsi, è previsto che un terzo del finanziamento pubblico (pari a circa 10 milioni di euro) sia destinato al miglioramento infrastrutturale di tutta l’area interessata dall’ intervento con ciò comprendendo non solo i nuovi collegamenti stradali ma anche la riqualificazione del fronte mare che così potrà essere restituito alla libera fruizione degli abitanti”.

“Qualcuno sostiene poi che il deposito sia inutile, altri che testimoni uno strabismo nelle strategie di protezione dell’ambiente. Tutt’altro! Oggi l’area dello Stretto è tra gli spazi marittimi più inquinati del territorio nazionale a causa di un sistema di traghettamento con navi di vario genere che utilizzano come carburanti derivati del petrolio. Sino a quando non saranno disponibili motorizzazioni operative ad ammoniaca, idrogeno o chissà cosa altro, tutti gli armatori si stanno orientando per motorizzazioni ibride privilegiando il GNL allo stato liquido”.

WATERFRONT ZONA NORD 

Mega sposta poi l’attenzione sul Waterfront. “Ancora più strani gli attacchi sul waterfront nord – ha detto – se si considera che dopo decenni di tentativi a vuoto per ridare una funzione all’area della ex fiera, oggi si contesta una procedura, ampiamente condivisa con la uscente amministrazione comunale”.
“Per liberare Rada San Francesco dal traghettamento ed il centro città dal traffico di mezzi pesanti occorrono azioni concrete che vanno dalla realizzazione del nuovo porto di Tremestieri ad una programmazioni di interventi sostenibili su quelle aree che vadano incontro alle aspettative della collettività e non agli interessi economici di pochi. E’ forse questo che si vuole bloccare?
Da ultimo, ma non meno importante, si respingono al mittente tutte le insinuazioni per le quali lo scrivente si muoverebbe nell’interesse di logiche politico-affaristiche”.

“Mi auguro –  ha concluso – che nelle prossime settimane si ragioni e ci si confronti sulle attività in corso e programmate dalla AdSP dello Stretto ma con onestà intellettuale e senza mistificazioni”.




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