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Donna, non vuol dire danno!

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Essere donna in carriera vuol dire aver superato muri invalicabili in tutti i campi.

Essere donna in carriera vuol dire aver superato muri invalicabili in tutti i campi.

Sono diverse le donne italiane, alcune anche autrici di romanzi o saggi (Monna Nina o Nina da Messina, Rita Levi Montalcini, Maria Montessori, Coco Chanel, Dacia Maraini, Josephine Buscaglia Maietta di Castelvetrano siculo-americana, Maria Rosaria Sgrò di Reggio Calabria), che hanno dato il loro contributo alla cultura della donna. Si evince dagli articoli della stampa come si consideri, insito nella mentalità sicula, il concetto del corpo delle donna come qualcosa a disposizione della società patriarcale.
Un rifiuto, una separazione, diventano insopportabili, condizione per cui il più delle volte la donna viene punita dall’uomo.

In Sicilia non è del tutto cancellato il concetto d’onore d’altri tempi.
Ci si chiede, tuttavia, come venga inteso. Il delitto d’onore diveniva nei tempi passati alternativa di situazioni ingestibili e creato dalle circostanze, non da colpe personali , dunque era punibile con pene blande. Oggi sussiste il concetto d’onore, ma non più il delitto d’onore.
L’uomo siciliano, in alcuni contesti culturali sottosviluppati, si ritiene ancora padrone del destino della donna.
In certe circostanze era ritenuta non soggetto, ma oggetto di scelta o di rifiuto del maschio prevaricatore.
Quando la donna voleva rivendicare la propria libertà, rompeva le regole.

Esempio del passato, la storia di Franca Viola e lo scandalo che suscitò il suo dissenso al matrimonio riparatore. Franca è stata la donna del passato, ma anche del presente e del futuro. È stata colei che ha deciso di non sposare l’uomo violento e usurpatore, colui che pur di averla, l’aveva violentata e mandata a casa per il matrimonio riparatore.

La moglie più bella” (il film poi interpretato da Ornella muti) aveva avuto l’appoggio del padre, che nonostante le minacce del mafioso Filippo Melodia, subì minacce e la distruzione di alcune proprietà.
Franca ha sopportato, denunciandolo, illazioni di essere consensuale alle provocazioni del suo violentatore, fine alla fine del processo. Lì il trionfo, nonostante le minacce di morte a lei e a tutta la sua famiglia, perchè viene condannato ad undici anni. Dopo Franca sposerà con il velo un altro uomo da cui avrà due figli. Nella mentalità siciliana c’era la “fuitina”, spesso concordata tra le parti per etichettare l’idea della violazione del corpo della donna, unico gesto virile restante.

Dal punto di vista letterario tutto ciò è paragonabile al concetto dello scoglio del Verga : così come l’ostrica rimane attaccata allo scoglio , così la mentalità dei Siciliani resta ancorata alle leggi dell’isola. Si riteneva che l’ onore potesse essere riparato con un matrimonio, al quale l’uomo, come per grazia ricevuta, acconsentiva. Oggigiorno è usuale vedere nei mass-media notizie frequenti di femminicidio. È l’ultima fase del principio che il corpo femminile possa essere violato.

Pensando alla donna del sud, che ha sempre rappresentato il prototipo della mater familias, debole e inerme, oggi più che mai , la donna siciliana non è più la stessa. È forte, coraggiosa e tiene testa all’arroganza maschilista di una minoranza di uomini.

Per citare uno dei più grandi scrittori siciliani del novecento, Leonardo Sciascia fece un ritratto superbo della donna, dipingendola come “matriarca dispotica”.

Ad oggi le donne non sono più interessate al matriarcato, non concedono più la signoria al loro uomo. Sanno dire di no alle loro prepotenze, vogliono scegliere e non essere scelte. Risultato è che, quando gli uomini non si arrendono, vengono uccise . La donna matriarca aveva allontanato l’uomo dalla cura dei figli, perché non consono al ruolo maschile. Mai nel passato un uomo avrebbe dato il latte al proprio figlio o avrebbe cambiato il pannolino per paura di essere giudicato debole ed inetto.
L’omicidio davanti agli occhi di un innocente è una scelta strategica, perché esprime crudeltà. Non è colpa della donna se l’uomo risponde alle ingiurie del suo uomo che la percuote, se utilizza un’arma per ucciderla.
Le leggi per il femminicidio sembrano ancora un mito. Gli atti estremi che portano alla morte tante donne perseguitate si riducono ad ancore di salvezza per il dominus . Servirebbero fondi per le case di accoglienza per le donne maltrattate e un serio programma che educhi i bambini maschi in età scolastica ad un confronto civile tra i sessi. Nel caso della Sicilia, poi, serve uno sforzo in più per abbattere la cultura del silenzio, dell’omertà, del retaggio mafioso insito nell’animo di molti , specialmente quelli del pseudo potere . Quante donne hanno il coraggio di denunciare ? Quante di proseguire il confronto davanti ai giudici ? Certamente pochissime.
Si ha paura e vergogna di essere giudicate e giustiziate dal giudizio arretrato del paese. Così essere libere donne vuol dire liberare la donna dalla barbarie di una cultura sbagliata, dalla cultura del maschio che lavora, dal maschio che la possiede , dall’uomo che può permettersi di tradire, da colui che può usare ogni sorta di arroganza in tutti gli ambiti. Quante volte alla guida si è sentito dire spregevolmente: Donna al volante, pericolo costante. Insomma una cultura retrograda è sbagliata che ha catalogato la donna-femmina da tenere custodita in casa sotto il potere di una mera virilità. Per fortuna si tratta di una minoranza di uomini! Come recita un detto popolare: Una donna non si sfiora neanche con un fiore. La donna va rispettata ed amata. Il cambiamento nei secoli ha capovolto l’immagine della “donna angelo” di Dante Alighieri.

Oggi essere donna in carriera vuol dire aver superato muri invalicabili, aver raggiunto posti di lavoro impossibili nel passato, vette elevate in politica, nella scienza, nella medicina. Il nome donna è conquista della libertà femminile, che solo con la sua forza si può ottenere.
Donna non vuol dire danno.

È inscindibile dall’appellativo l’amore che le donne sanno dare al proprio uomo. È l’amore verso quello stesso, a cui chiedono fiducia, speranza e ricerca di libertà di pensiero e vita. Solo così l’uomo sarà fidanzato, marito, amante e amato non solo dalle libere donne, ma da tutte le donne siciliane nel mondo.

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