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Eravamo tutti lì nell’ottobre 2015

ex caserma carabinieri_MessinaWebTv_Cronaca
Quando due "dititti" si scontrano

Dopo la condanna ad un anno e sette mesi di reclusione e 500€ di multa per gli occupanti, è giunta la solidarietà dell’Unione inquilini, dal circolo Peppino Impastato di  Rifondazione Comunista ed ora arrivaini arriva quella del movimento ”Messina in comune” che ha presentato Gino Sturniolo come candidato a Sindaco di Messina

Gino Sturniolo

“Eravamo tutti a San Leone a occupare lo stabile della famiglia d’Alcontres insieme alle famiglie senza casa che provavano a darsi un tetto e un futuro.

Oggi, a distanza di quasi 7 anni  i protagonisti di quella lotta si ritrovano con una sentenza che li inchioda a pene pesanti. Di quella lotta ci rimarrà la generosità con la quale è stata condotta, una delle esperienze più determinate della nostra città.

Quella occupazione era terminata con uno sgombero, motivato dalle condizioni di insicurezza dello stabile. In sede processuale la Procura della Repubblica aveva chiesto l’archiviazione, ma la proprietà si è costituita parte civile e così il processo è arrivato fino alla sentenza pesante che oggi siamo costretti a registrare.

Un accanimento, un accanimento ingiustificato, causato, evidentemente, dal desiderio di mortificare chi aveva provato ad alzare la testa e a mettere in discussione la rendita che avvolge la nostra città in una morsa parassitaria che la mantiene in una condizione di marginalità.

Alla città chiediamo se sia più colpevole occupare una stabile inutilizzato quando non hai i soldi per corrispondere ai prezzi che il mercato immobiliare impone oppure sia più colpevole abbandonare uno stabile di quattro piani per 13 anni fino a renderlo insicuro e pericoloso.

Ai proprietari diciamo di non godere tanto delle condanne subite dalle famiglie dei senza casa e della soddisfazione di affermare la primazia della rendita sul soddisfacimento dei bisogni sociali insoddisfatti. Noi non gli daremo tregua. Manifesteremo, contesteremo la sentenza, ricorreremo, denunceremo il loro accanimento e, chissà, magari glielo occuperemo nuovamente il palazzo cui tengono così tanto.”

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