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Giuseppe Maio: IL PESCATORE DI RIME

Giuseppe Maio
È stato presentato ieri sera a Calderà, frazione balneare di Barcellona Pozzo di Gotto, Il pescatore di rime di Giuseppe Maio

È stato presentato ieri sera a piazza della Ancore a Calderà, frazione balneare di Barcellona Pozzo di Gotto, Il pescatore di rime di Giuseppe Maio, editato da Kimerik.

Primo libro di poesie, frutto di un anno di lavoro, in cui l’autore descrive in poesie prosastiche – in siciliano – il suo amore viscerale per il mare e il suo passato da pescatore.

 

 

“Un libro dedicato principalmente alla mia famiglia – tiene a sottolineare – e al mare”, che è anche il motore ispiratore dell’opera. Così Giuseppe Maio racconta la sua immensa emozione ai nostri microfoni.
“L’idea nasce nel momento in cui arriva il Covid-19 e ci chiude tutti dentro. In quel momento non sapevo cosa fare, passavo le giornate sul divano, a guardare i social o altre cose”. Questo ha permesso di collegare “mente e cuore” che è il mio punto di forza e così ho iniziato a scrivere” – ci spiega Giuseppe Maio – “Sono contento, anzi strafelice di questo progetto”. “Ho già pronte una sessantina di poesie per il prossimo libro, ma ancora non ho definito il titolo”.

 

Ha moderato l’incontro Elena Grasso, in rappresentanza della Kimerik, ed ha relazionato sull’opera lo storico dell’arte Andrea Italiano, mettendo in evidenza l’intrinseca relazione tra il contenuto del testo e la storia della pesca locale. Una storia antica spesso dimenticata dalle giovani generazioni e non solo, ma di un inestimabile valore culturale e tradizionale.

“La coercizione di stare lontano dagli altri, rinchiuso a casa, ha permesso a Maio di concentrarsi su sè stesso, di pescare nel bagaglio della memoria i frutti di una vita, di un’anima, di un’intera esistenza dedicata completamente al mare, per trasmettere agli altri tutte le emozioni possibili – mette in evidenza Italiano. Attraverso i suoi versi vuol far rivivere e quasi contagiare al lettore la sua passione.

Una breve introduzione della figlia Eleonora Maio ha fatto emozionare i presenti, esponendo con grande orgoglio e voce commossa la straordinaria opera del padre, di cui ha curato lei stessa il dietro le quinte: “Posso assicurarvi che in questa raccolta c’è tutta la passione, tutto lo spirito di sacrificio, tutta l’emozione e la vitalità che accompagna da sempre mio padre”.

Nell’occasione è stata esposta, sulla facciata dell’edificio dove un tempo sorgeva, una targa commemorativa dell’antica Tonnara di Calderà a cura della Pro Loco “Alessandro Manganaro” e del professore Gino Trapani. Lui stesso ha relazionato sulla storia dell’antica tonnara e sulla fervida attività che la contraddistingueva. La targa ripropone un quadro della Mattanza del prof. Giovanni Biondo, artista autoctono. Esposte anche una serie di fotografie dei pescatori delle Tonnare di Calderà e Milazzo. La scopertura della stessa per mano della figlia Dott.ssa Venera Biondo e di Flaviana Gullì, presidente della Pro Loco di cui sopra.

L’evento ha beneficiato della collaborazione dell’associazione “Tono Solemare”.

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