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Gli “invisibili”: le notti dei senza tetto messinesi

Clochard
Si affanna ad attraversare in mezzo al traffico delle automobili del sabato sera, invisibile agli occhi di tutti,

Uno scatolone raccattato in fretta per le vie della città e sistemato sotto al braccio, una stampella coperta di ruggine per sostenere il peso di un corpo stanco, “il fumo” che esce dalla bocca per la temperatura che va giù troppo velocemente prima della lunga notte, non curante di chi un tetto ed un giaciglio per ripararsi lo ha.

Si affanna ad attraversare in mezzo al traffico delle automobili del sabato sera, invisibile agli occhi di tutti, troppo impegnati a fissare il semaforo o il telefonino.

E’ uno dei tanti Clochard o senza tetto che vivono nella città di Messina e che sempre di più aumentano silenziosamente nell’indifferenza, troppe volte dimenticati, confusi tra le più attuali discussioni su un barcone e l’altro, tra l’eterna lotta tra salviniani e contro, tra confuse discussioni su vax e novax, tra il cambio di un sindaco e l ‘altro.

 

 

Tante, troppe le persone che vivono “invisibili” nel caos della città, invisibili attorno a pacchi, regali e macchine impazienti di superare il semaforo.

Li possiamo notare di sfuggita che a volte rovistano tra i cassonetti e i rifiuti per poi dileguarsi nelle prime ore della sera in posti e rifugi oscuri per ripararsi dalla notte dopo avere affollato le mense della città che registrano numeri in salita preoccupanti. Una delle comunità più solidali nella città di Messina è la comunità di Sant’ Egidio, che ogni giorno aiuta tante persone bisognose.

Dopo lo svilupparsi del covid 19 si è potuto notare un netto aumento del numero di persone indigenti in città, come ci racconta il presidente della Comunità di Sant’Egidio Andrea Nicita:

Tentiamo ogni giorno di arginare un problema che ormai è dilagante in tutte le città, quello della povertà, della fame e del non avere un tetto sulla testa.
Anche se i Clochard a Messina sono notevolmente diminuiti, purtroppo ancora c’è molto lavoro da fare.
Molte sono anche le famiglie che pur avendo un tetto sulla testa versano in condizioni di forte bisogno. Soprattutto gli anziani sono sempre più disorientati in questa società sempre in cambiamento.”

Il presidente della comunità ha inoltre sottolineato che per le tante difficoltà dovute al coronavirus la Comunità di Sant’ Egidio ha aperto un altro punto vaccinale dentro al punto polifunzionale di Camaro San Paolo, dove soprattutto gli anziani e molti senza fissa dimora, hanno trovato il coraggio e la fiducia per avvicinarsi alla vaccinazione.

Divento per una serata anche io una di loro e grazie alla gentile guida di Piero Giglio, uno dei volontari, e delle ragazze che con amore preparano il cibo e si preoccupano che le coperte siano sempre impeccabilmente pulite e calde, incontro uomini rassegnati, spezzati che i volontari cercano di motivare verso una vita migliore.

Quando li saluto, la pioggia è fortissima.
Mi avvio per tornare a casa ed al semaforo seguo con lo sguardo, tra il chiaro scuro della strada, uomo infreddolito e vedo che raggiunge l’entrata della stazione ferroviaria, però ormai dentro i locali non si dorme più, il covid ha portato via anche quest’ ultimo rifugio a tanti clochard…. lo vedo arrangiarsi nei dintorni, cerca un cantuccio, poi prepara i suoi scatoloni per la notte e le coperte che ogni settimana gli vengono cambiate dai volontari della città e forse aspetta che arrivino i volontari a scaldargli un poco il cuore e l’ anima.

Dopo poco arriva un altro uomo che spinge una vecchia e malandata carrozzina per bambini colma di buste e coperte, due corde intrecciate al braccio tengono legati a lui due bei cagnoni a pelo lungo, davanti a lui l’amico di sempre, un cagnolino nero, che di certo avrà condiviso con lui tanti e tanti giorni e sembra conoscere bene la meta da raggiungere, punta il suo angolo e si ferma ad aspettare i suoi 3 amici che arrivano pian piano.
Si scalderanno a vicenda nella notte fredda che sta’ arrivando ……

E’ l’ora di dormire per i clochard di Messina: per quelli del cavalcavia, per quelli della stazione e quelli nascosti tra le pozzanghere degli imbarcaderi, mentre tutto attorno il suono dei clacson, le luci della città e i negozi ancora pieni, fanno da maschera ad una realtà cittadina forse troppo cruda e dolosa per essere accettata.




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