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I disegni e le terrecotte di Nino Bruneo

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L'ingegno creativo di Nino Bruneo si dispiega in un'arte multiforme

L’artista, originario di Santo Stefano di Camastra, ha inaugurato la mostra dal titolo “Fantasie dell’inconscio – Disegni e ceramiche” ieri pomeriggio nei locali della Associazione Culturale Spazioquattro in Via Ghibellina e sarà visitabile fino a giovedì 26 gennaio, tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20.

Non ama definirsi con un’unica etichetta: né pittore, né ceramista, né scultore.

Nino Bruneo segue semplicemente ciò che il suo inconscio gli suggerisce e lo tramuta in opere traendo spunto dai disegni preparatori, indispensabile per una ricerca attenta sempre in divenire delle forme e dei colori.

Bruneo è da sempre legato al mondo della ceramica, come spiega ai nostri microfoni; l’arte ha sempre fatto parte dei suoi interessi, tanto da divenire poi un vero e proprio lavoro; compie i suoi studi presso l’Istituto d’Arte per la Ceramica di S. Stefano di Camastra e successivamente presso l’Istituto d’Arte di Palermo, e, infine, all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1960 inizia la sua carriera di insegnante presso l’Istituto d’arte di Vibo Valentia, poi a Ucria,  Raccuia e Messina, fino al 2000, come insegnante di discipline geometriche presso l’istituto d’arte Ernesto Basile di Messina.

Di lui parla Cristina Lo Presti: “Nino Bruneo è uno degli artisti messinesi più rappresentativi ed apprezzati della sua generazione, egli conserva con cura i disegni preparatori delle sue opere, quale risultato di una rigorosa progettazione, finalizzata al raggiungimento della perfetta sintesi tra forma e colore, e di molteplici modalità operative che spaziano dalle composizioni modulari all’impiego di materiali naturali. Attraverso le superfici, ora lisce e levigate, ora percorse da graffiti ed iscrizioni egli sembra invitare il visitatore ad un’esperienza percettiva nella quale la vista non è l’unica protagonista; i fitti reticolati suggeriscono di percorrerli con la punta delle dita per svelare altre verità, forse quel punto di congiunzione tra la materia e la sua essenza”.

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